Masetti (Gemelli): “Scelta non obbligatoria e proposta con leggerezza”
Il Prof. Riccardo Masetti, Direttore del Centro di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma e Presidente della Komen Italia (l'associazione che da venerdì a domenica sarà impegnata a Roma nella manifestazione "Race for the Cure" a sostegno della lotta ai tumori del seno), esprime un parere su questa vicenda.
“La scelta che ha fatto Angelina Jolie è pienamente motivata, ma va detto subito che non è obbligatoria. Casi come il suo riguardano infatti meno del 10% delle pazienti che affrontano un tumore del seno. Si tratta di quelle donne che hanno una forte familiarità e che, sottoponendosi a un test genetico, scoprono di avere delle mutazioni al gene BRCA1 o BRCA2. Quando si riscontrano queste anomali in questi geni, il rischio di sviluppo di un tumore del seno aumenta fino all’80%”
In questo caso, la mastectomia preventiva non è dunque una scelta obbligatoria?
“No, perché le strade possibili, in presenza di test genetici che riscontrano mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, sono due. Si può decidere di sottoporre la paziente a controlli molto scrupolosi e ravvicinati, oppure di ridurre drasticamente il rischio come ha fatto Angelina Jolie, asportando i seni e ricostruendoli. Ma si tratta di una scelta delicatissima, per niente facile, sia perché si tratta di un intervento invasivo sia perché i seni ricostruiti con protesi non saranno mai come i seni naturali. Nemmeno se si occupasse dell’intervento il miglior chirurgo plastico.”
A lei è mai capitato di dover affrontare con una paziente l’ipotesi di una mastectomia preventiva?
“Certamente. E la cosa che più mi lascia perplesso è che diverse pazienti vengono da me chiedendomela, magari perché qualche collega ha fatto intendere loro che in questo caso è possibile eliminare un problema e guadagnarci dal punto di vista estetico. Ma non è affatto così. Un conto è aggiungere protesi su seni esistenti, un conto è intervenire con la chirurgia plastica a seguito di una asportazione. Oggi c’è la tendenza a proporre alle pazienti questa opzione della mastectomia preventiva con troppa leggerezza, mentre si tratta di una scelta delicatissima da ponderare con grande attenzione.”
Per chi non rientra nella casistica di Angelina Jolie, quali sono le norme di prevenzione da seguire per ridurre il rischio di ammalarsi di un tumore del seno?
”Innanzi tutto informarsi con i propri familiari su eventuali vicende cliniche della propria famiglia e chiedere al proprio medico quali sono i fattori di rischio per il tumore del seno. Inoltre, consiglio di fare una mammografia ogni anno dai 40 anni in poi, se il fattore di rischio è medio. Una visita clinica del seno almeno una volta ogni tre anni, dai 20 ai 40 anni, ed una ogni anno dopo i 40. Se il rischio è più elevato, coinvolgere il proprio medico chiedendogli quali test di screening siano i più adatti al proprio caso. Poi ci sono delle regole di condotta generali che sono: mantenere il proprio peso forma, includere l’esercizio fisico alla routine quotidiana, limitare il consumo di alcool, limitare l’assunzione di ormoni dopo la menopausa, allattare al seno se possibile.
Proprio per cercare di indurre sempre più donne a seguire questi consigli, la nostra associazione organizza ogni anno la “Race for the Cure”, una tre giorni di attività dedicate alla salute, allo sport e al benessere con l’obiettivo di promuovere la lotta ai tumori del seno. Il 17, 18 e 19 maggio saremo al Circo Massimo con il nostro Villaggio, dove saranno offerte gratuitamente ai visitatori numerose opportunità per svolgere attività fisica, imparare a mangiare sano, approfondire le norme di prevenzione dei tumori del seno e partecipare ai numerosi programmi di screening dedicati alla salute del seno e alla prevenzione di altre malattie. A questo proposito, le iniziative di screening in programma al Villaggio della Salute si svolgeranno all’insegna del motto “La diagnosi precoce è la tua prima difesa: porta un’amica che non lo sa!”, con l’obiettivo di offrire un beneficio concreto a quelle persone che, nella propria famiglia o nella propria cerchia di amicizie, si dimostrano più riluttanti a seguire i programmi di prevenzione.
Domenica poi ci sarà la consueta corsa e passeggiata di solidarietà di 5km per sostenere le donne che lottano contro questa malattia, che indosseranno una maglietta e un cappellino rosa per dimostrare un atteggiamento aperto, coraggioso e positivo nei confronti della malattia. Un messaggio di speranza per le 47.000 donne alle quali ogni anno in Italia viene diagnosticato un tumore del seno ed un momento di condivisione di grande importanza per affrontare il percorso di cura.”
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14 Maggio 2013
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