Medicina Democratica: “Campane a morto per la sanità lombarda”
Tra gli aspetti considerati significativamente negativi e preoccupanti, come denunciato nelle tante manifestazioni delle scorse settimane da Medicina Democratica e dal Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute con 57 associazioni, vi è l’apertura a mutue, assicurazioni e al cosiddetto “welfare aziendale”: “Di fatto – si spiega nella nota – viene introdotta una sanità a doppia velocità con prestazioni variabili a seconda delle proprie capacità reddituali e iscrizioni a una, all’altra o a nessuna di queste forme assistenziali”. “Ciò che si temeva è accaduto- aggiunge Marco Caldiroli- e per le fasce più deboli della popolazione curarsi sarà sempre più difficile, schiacciate da tempi e liste d'attesa infiniti e servizi inadeguati, con il rischio di aggravamento delle proprie patologie, mentre per le fasce reddituali più alte non ci saranno problemi e potranno curarsi a pagamento nella sanità privata”.
Per Medicina Democratica e dal Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute “viene tradito il diritto alla salute per tutti, come sancito dall'articolo 32 della Costituzione, così come viene tradito lo spirito dalla riforma sanitaria del 1978, che ha garantito l’accesso universalistico alle prestazioni del servizio sanitario nazionale e cioè alla prevenzione, cura e riabilitazione, e le conseguenze saranno spaventose”.
”Siamo assolutamente convinti, per l'esperienza del passato di questi 25 anni – sottolinea Marco Caldiroli- che la narrazione della Giunta è il contrario della realtà prossima ventura, che nessuna delle promesse fatte vedrà la luce e succederà invece il contrario: più liste d’attesa nel servizio pubblico e meno servizi territoriali, più profitti per i privati e maggiori difficoltà per i cittadini di accesso ai servizi sanitari nella loro globalità. Con la scusa delle case di comunità stanno già operando per chiudere presidi storici nel territorio e semplicemente trasferirli in queste nuove strutture: l'obiettivo è coprire il fallimento della sanità lombarda con i soldi del PNRR, spostare risorse dal pubblico al privato, spendere risorse di più per l’edilizia che per migliorare i servizi. Purtroppo non cambia l’approccio ospedalocentrico e la prevenzione è l’ultimo degli obiettivi. C'è un fatto positivo, però: usciamo dalla vicenda normativa più convinti e più forti per contrastare la deriva annunciata e programmata e la mobilitazione continuerà” .
01 Dicembre 2021
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