Moavero: “Milano ha tutte le carte in regola, ma vanno valutati i costi”
Il Ministero degli Affari Esteri ha quindi confermato, in una nota, la “piena disponibilità” a impegnarsi efficacemente per la candidatura di Milano a ospitare una sezione centrale del TUB, “a fronte di un’opzione in tal senso del Governo – precisa la nota -, da prendersi anche alla luce di una valutazione dell’onere finanziario dovuto ai costi prevedibili. Infatti, l’accordo istitutivo del TUB pone a carico dello Stato ospitante i costi attinenti al suo funzionamento”.
La nota fa sapere che “il Ministero degli Affari Esteri sta seguendo con grande attenzione la questione della sezione di Londra del TUB, in attesa che vengano sciolti alcuni nodi essenziali per la stessa entrata in funzione e operatività del TUB. Il TUB non rientra, infatti, nell’architettura istituzionale dell’Unione Europea: è un organismo definito da un Accordo intergovernativo tra 25 Stati membri dell’Unione. A oggi, il TUB non ha ancora iniziato a funzionare, perché manca ancora la ratifica dell’accordo istitutivo da parte della Germania; per l’entrata in vigore dell’accordo è infatti necessaria la ratifica di almeno 13 Stati firmatari, inclusi i tre con il maggior numero di brevetti europei, cioè Germania, Francia e Regno Unito. Inoltre, nel testo dell’Accordo, che determina anche le varie sedi del TUB, è menzionata esplicitamente anche la capitale britannica. Di conseguenza, il futuro della sezione di Londra richiede una revisione dell’accordo stesso, all’unanimità”.
Per il ministero degli Esteri “anche la struttura delle relazioni future post-Brexit tra UE e Regno Unito in materia di tutela della proprietà intellettuale potrebbe giocare un ruolo importante sulla prossima configurazione del TUB; al riguardo non mancano pressioni da parte di alcuni Paesi nordici, e di diversi ambienti imprenditoriali, per una permanenza britannica nel sistema, anche dopo la Brexit”.
Articoli correlati:
05 Dicembre 2018
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

Medici di famiglia. Le Regioni verso il via libera alla Riforma Schillaci ma con un decreto più snello

Medici di famiglia. Schillaci: “Non smantelliamo la figura ma modello va cambiato. Riforma sarà discussa con Regioni e sindacati di categoria”

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale