Muschietti (Farmacieunite): “Importante segnale di discontinuità”
"Sono certo che i nuovi vertici sapranno subito rinnovare le dinamiche interne del sindacato, liberandole finalmente dalla spira soffocante e inconcludente dell'autoreferenzialità che ha caratterizzato la vecchia gestione per aprirle invece a un confronto autentico con la base delle farmacie" continua Muschietti, che proprio per l'impossibilità a instaurare un confronto autentico e davvero aperto e dialettico di posizioni e opinioni all'interno di Federfarma si vide costretto, nel 2014, a compiere la scelta radicale di abbandonare il sindacato per costituirne un altro.
"Il risultato elettorale di oggi, forse, è almeno in qualche misura anche il prodotto di quella nostra scelta coraggiosa, allora l'unica possibile per operare uno strappo e costringere tutti a riflettere non solo sulla inadeguatezza delle nostre politiche sindacali ma anche sullo scarso tasso di cultura democratica dei nostri vertici – spiega il presidente di Farmacieunite -. Quello che conta oggi, però, è mettersi definitivamente alle spalle quella stagione, far entrare aria nuova nella rappresentanza sindacale e lavorare con mente e cuore aperti e con tutte le energie possibili e disponibili per tutelare e sviluppare la farmacia italiana".
"Nel programma elettorale presentato da Cossolo e Pagliacci, ai quali formulo a nome di Farmacieunite i migliori auguri di buon lavoro, ho rintracciato molte consonanze con la linea del nostro sindacato – afferma ancora Muschietti – e confido perciò che il rifiuto quasi infantile della precedente gestione del sindacato a interloquire in qualsiasi modo con la nostra sigla sindacale lasci il posto a un confronto civile e costruttivo, come peraltro dovrebbe sempre essere tra colleghi che, sia pure su sponde al momento diverse, lavorano per gli stessi obiettivi".
"Anche Farmacieunite, come il colleghi di Farmacia Futura, parte dall'assunto che la farmacia professionale italiana, in previsione dell'ingresso dei capitali nel settore, non può essere lasciata sola – sostiene ancora il presidente del sindacato indipendente dei titolari -, perché con le sue sole forze, anche attrezzandosi al meglio con logiche di integrazione e il rafforzamento delle proprie reti, nella competizione tutta giocata su valori e regole di mercato parte comunque con l'handicap, non fosse altro che per il fatto che il processo decisionale delle aggregazioni di farmacisti, per virtuose che possano essere, sarà sempre inevitabilmente più lungo di quello dell'Ad di una catena di farmacie del capitale".
"Proprio perché su questo terreno rischiamo di partire già battuti – spiega il presidente di Farmacieunite – dobbiamo pensare a strategie più articolate, elaborate partendo dai nostri punti di forza: il valore sociale e sanitario, la capillarità, la prossimità, la professionalità, il ruolo di garanzia delle farmacie e dei farmacisti. Sono l'asfalto con cui bisognerà costruire la strada di una nuova rappresentanza e, al riguardo, il cambio al vertice di Federfarma fornisce l'occasione per rilanciare una proposta nella quale Farmacieunite crede molto: la convocazione degli "Stati generali" della farmacia italiana, con l'impegno di tutte le sigle rappresentative del retail farmaceutico a disegnare insieme una road map per il futuro di una risorsa professionale, sociale, sanitaria ed economica che sarebbe delittuoso lasciare alla merce di una pericolosa deriva mercatista".
"Bisogna individuare scelte e direzioni il più possibile condivise da imboccare con decisione – conclude Muschietti -. E Farmacieunite è pronta fin da subito a fare il suo e a collaborare con chiunque voglia fare altrettanto. A partire da Federfarma".
Lorenzo Proia
30 Maggio 2017
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