Nel 2012, in Italia, si stimano 364 mila nuovi casi di tumore
Escludendo i carcinomi della cute, il tumore più frequente – nel totale uomini e donne – risulta essere quello del colon-retto, con oltre 50.000 nuove diagnosi stimate per il 2012, seguito dal tumore della mammella con 46.000 nuovi casi, di cui il 99% nelle donne; seguono il tumore del polmone con 38.000 casi, dei quali un quarto nelle donne, e il tumore della prostata con 36.000 casi.
Dividendo i dati per sesso, tra gli uomini prevale il tumore della prostata che rappresenta il 20% di tutti i tumori diagnosticati; seguono il tumore del polmone (15%, con tendenza alla riduzione nel tempo), il tumore del colon retto (14%), il tumore della vescica (10%) e il tumore dello stomaco (5%). Tra le donne, il tumore della mammella è il più frequente, rappresentando il 29% di tutti i tumori, seguito dai tumori del colon-retto (14%), del polmone (6%), del corpo dell’utero (5%) e della tiroide (5%).
Considerando entrambi i sessi, e sempre escludendo i carcinomi della cute, il tumore del colon-retto rappresenta la patologia oncologica più frequente (14% del totale), seguita dal tumore della mammella, che nonostante sia estremamente raro nel sesso maschile rappresenta circa il 14% di tutti i tumori diagnosticati in totale, poi dalla prostata (11%) e infine il tumore del polmone (11%).
Ma quali sono i tumori più mortali? Tra gli uomini, il carcinoma del polmone risulta la prima causa di morte oncologica in tutte le fasce di età, rappresentando il 15% dei decessi tra i giovani (0-49 anni), il 31% tra gli adulti (50-69 anni) e il 26% tra gli ultrasettantenni.
Tra le donne, il tumore della mammella si colloca al primo posto in tutte le fasce di età: rappresenta il 28% dei decessi tra le giovani, il 21% tra le adulte e infine il 14% tra le donne in età superiore a 70 anni.
“Il rischio di morire per tumore nel corso della vita (dalla nascita agli 84 anni) – spiega l’Aiom – è per il complesso dei tumori pari a 1 uomo ogni 3 e 1 donna ogni 6. Queste notevoli differenze fra i sessi – spiegano ancora gli esperti – sono dovute alla diversa frequenza fra uomini e donne di tumori a prognosi diversa. Infatti, il rischio di morte è fortemente influenzato dalla prognosi oltre che dalla frequenza del tipo di tumore: quindi, il numero di persone che è necessario osservare nel corso della vita per trovarne una che muoia a causa di quel determinato tipo di tumore varia in relazione a questi due parametri”.
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29 Ottobre 2012
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