Nel segno del cambiamento reale delle cure primarie
In realtà le pessime condizioni in cui versano i servizi regionali del centro e sud Italia , in cui si concentra il 75% del disavanzo totale, è la conseguenza della totale mancanza di progettualità delle diverse giunte che nel tempo si sono succedute alla guida di quei territori.
La cedevolezza verso il privato e verso le istanze corporative dei professionisti ha ingessato l’organizzazione in modelli vetusti e senza qualità in cui l’ospedale ha continuato ad occupare tutto lo spazio disponibile.
A questo ha fatto spesso da controcanto una logica di alcune associazioni professionali che considerano le aggregazioni funzionali dei Medici di medicina generale come surrogati dei vecchi “ospedali zonali” in cui si affrontano in scala ridotta gli stessi problemi di competenza degli ospedali.
Così facendo si trasformano i MMG in “internisti difettivi” che nella moderna medicina non possono trovare collocazione e si svilisce la loro vera funzione che è quella della presa in carico dei pazienti ai fini della promozione della salute e della prevenzione delle complicanze delle patologie croniche , oggi assolutamente prevalenti nella nostra popolazione fortemente invecchiata.
La Regione Toscana continua invece nella propria opera di implementazione di un sistema che affida alle cure primarie la concreta ed efficace gestione della “salute” dei cittadini e di tutte quelle patologie (croniche in primis) che necessitano di un setting assistenziale diverso da quello del presidio ospedaliero perché più efficace in termine di risultati di salute ottenibile.
Il bollino blu il “marchio “ che le 54 Case della salute avranno è il giusto contrassegno che meritano tali strutture e che la Regione Toscana ha sperimentato per prima in Italia e che si sono rapidamente diffuse nelle altre regioni a sistemi di cure primarie evoluti.
Il problema della carenza di fondi che anche oggi è stato richiamato sul Quotidiano Sanità è l’altro dei problemi che assillano il nostro servizio sanitario. I pesanti tagli al fondo sanitario nazionale di oltre 30 miliardi rischiano di mettere in seria difficoltà anche le regioni che di quella progettualità precedentemente richiamata hanno fatto un must.
Rimane però il problema che le risorse sono un mezzo che possono produrre risultati solo se correttamente utilizzate e che in mancanza di questo si traducono semplicemente in inefficienza e quindi in spreco.
Roberto Polillo
07 Maggio 2013
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