No della Sid alla sostituzione forzosa dei glucometri da parte di alcune Regioni
L’allarme sui rischi di questa decisione unilaterale delle regionali è stato formalizzato dalla Sid in una lettera indirizzata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Direttore Generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute Renato Botti, al Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute Marcella Marletta, agli Assessori alla Salute e ai Direttori Generali della Sanità delle Regioni e delle Province Autonome di Bolzano e Trento.
“E’ bene ricordare che il glucometro, per le ricadute che può avere sul compenso della glicemia, è assimilabile ad un farmaco – ricorda Enzo Bonora, presidente della Sid – Un medico dunque non può essere obbligato a prescrivere lo strumento A piuttosto che lo strumento B ma deve essere libero di scegliere il device più adatto per un determinato paziente”. E’ di questi giorni la notizia che la Regione Piemonte ha iniziato la distribuzione di glucometri di un'unica marca. Un’operazione di cambio strumenti conseguente ad una gara regionale è in corso da tempo anche in Emilia Romagna, e anche la Regione Lombardia ha indetto una gara per l'acquisto di glucometri, nell’ottica di avviare una sostituzione di glucometri. La SID è a conoscenza del fatto che anche altre Regioni stanno considerando di adottare provvedimenti simili, opinabili tanto dal punto di vista clinico, che economico.
La Sid ha già avuto modo di sottolineare in passato come le operazioni di sostituzione forzosa dei glucometri siano inopportune dal punto di vista clinico ed economico, in quanto:
a) impediscono di personalizzare l'assegnazione di uno strumento importante quale il glucometro;
b) ostacolano l’accesso al progresso tecnologico e all’innovazione;
c) provocano la perdita di preziosi dati archiviati su supporti informatici presenti nello strumento precedentemente in uso e/o su tablet/PC del paziente e spesso condivisi col team curante mediante telemedicina;
d) creano le premesse per l'induzione di un possibile rischio clinico (ad esempio la perdita di controllo glicemico), con le spese ad esso correlate (aumento delle visite e degli esami, chiamate del 118, accessi al P.S., ricoveri ospedalieri, e così via);
e) comportano spese addizionali legate alla necessità di istruire la persona all’uso del nuovo glucometro.
La Sid conferma dunque la propria posizione di profonda contrarietà nei confronti di questi provvedimenti che disattendono i bisogni delle persone con diabete, violano il principio della continuità terapeutica, infrangono il dogma della equità, creano le condizioni per la comparsa di eventi avversi e non determinano vantaggi economici reali ma anzi probabilmente aggravano la spesa sanitaria.
La Sid non è contraria per principio a gare regionali, a patto che le stesse riguardino solo pazienti che sono avviati per la prima volta al monitoraggio glicemico domiciliare e che sia pienamente soddisfatto il principio della personalizzazione nella prescrizione degli strumenti. La Sid ritiene però clinicamente inopportuna e pericolosa la sostituzione forzosa di glucometro, nel caso di persone già adeguatamente istruite e avviate all’impiego di un altro apparecchio. Per questo motivo la Sid ha deciso di lanciare una survey degli eventi avversi attribuibili ad un cambio di glucometro per motivazioni non cliniche né tecniche, ma avvenuto per questioni meramente economiche. Gli eventi potranno essere segnalati mediante il uno specifico modulo scaricabile dal sito della Sid dai i diabetologi italiani. I risultati di questa indagine saranno presentati tra un anno e consegnati agli Assessorati Regionali alla Salute e al Ministero della Salute.
La Sid raccomanda inoltre ai diabetologi italiani di farsi sottoscrivere e di conservare una presa d’atto da parte dei pazienti ai quali sono stati costretti a sostituire un glucometro per motivazioni diverse da necessità cliniche o tecniche, al fine di cautelarsi nei confronti di azioni legali che potrebbero essere avviate contro di loro dai pazienti o dalle associazioni di persone con diabete, contestando una sostituzione di strumento per motivi meramente economici e un danno conseguente.
“Riteniamo che le Regioni possano condurre ben altre azioni per contenere la spesa sanitaria – afferma Bonora – mentre dal canto sul la Sid conferma l’impegno dei diabetologi italiani nel contribuire a determinare risparmi ingenti attraverso una prescrizione appropriata degli esami di laboratorio, il contenimento degli sprechi di insulina, la scelta dello schema terapeutico più economico a parità di efficacia e sicurezza, la lotta all’ipoglicemia. Tra le azioni di contenimento della spesa va annoverata anche la prescrizione di misurazioni glicemiche domiciliari commisurate alle necessità cliniche della persona con diabete, superando la ormai obsoleta distinzione fra chi è trattato con insulina e chi con altri farmaci. Liberare risorse per l’innovazione e l’applicazione delle best practice in diabetologia – conclude il presidente Bonora – è uno degli obiettivi prioritari della Sid”.
05 Maggio 2016
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