Nursing Up e Uil Fpl: “Non c’è attrattività se non si valorizza, anche economicamente, il personale e non si migliorano le condizioni di lavoro”
“Spiace innanzitutto constatare il tardivo coinvolgimento del sindacato – anticipa Cesare Hoffer coordinatore Nursing up Trentino – al nuovo progetto sull’attrattività, presentato in questi giorni ma iniziato quasi un anno fa. Da una prima analisi ci sembra che si tratti di un’operazione di marketing che andrebbe sicuramente implementata di contenuti, proposte ed idee, e che la cui realizzazione deve prevedere per forza di cose, adeguati investimenti economici per i sanitari”.
Dello stesso tenore è anche la sigla sindacale UIL FPL sanità del Trentino, in capo al segretario Giuseppe Varagone ed il responsabile dell’area medica veterinaria e della dirigenza sanitaria della Uil Fpl Sanità, Matteo Zucco, i quali sostengono che “l’attuale emorragia del personale verso altre strutture territoriali potrà essere fermata si, con la campagna sulla nuova attrattività ma se ci saranno delle nuove condizioni che trattano il personale sanitario attraverso il giusto compenso economico e il corretto riposo psico-fisico soprattutto dopo questo lungo periodo di emergenza sanitaria”.
Apprezzamento per l’iniziativa di Apss ma anche sollecitazioni all’assessore alla salute, Stefania Segnana e al direttore generale di Apss, Antonio Ferro ad implementare il progetto attraverso un serio dibattito che metta al centro i protagonisti della salute sotto tutti i punti di vista. “Va adeguato lo stipendio a quello delle medie europee, oggi gli infermieri italiani sono al 25° posto come media annuale di retribuzione tra i Paesi OCSE, a questo mancano percorsi di carriera – dice Cesare Hoffer – e la libera professione intramoenia per gli infermieri, una politica gestionale che miri al benessere ed alla soddisfazione del personale, mancano ancora oggi garanzie sulla conciliazione fra esigenze familiari e quelle lavorative attraverso gli istituti dei part-time”.
In assenza di concreti provvedimenti, ne sono convinti i sindacati, la carenza del personale sarà destinata a peggiorare ed il rischio sarà quello di impoverire ulteriormente di professionalità della sanità pubblica, a spese della qualità assistenziale e del cittadino.
Lo spiraglio che le OO.SS. e la politica si confrontino attorno ad un tavolo c’è, e lo fanno capire proprio le parti in causa attraverso la loro presa di posizione, scandita fra impegno e collaborazione con i vertici provinciali: “Ora la politica trentina e l’azienda sanitaria si attivino velocemente ad un incontro congiunto con i sindacati ad individuare priorità e temi sull’attrattività del servizio sanitario provinciale trentino”.
Endrius Salvalaggio
20 Ottobre 2022
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