Oliviero (Fp Cgil Lombardia): “Modello verso il capolinea”
Per il sindacalista occorre quindi cambiare approccio “a partire dalla messa in discussione di quell’ideologia della “libera scelta” che nella nostra regione ha significato parità di trattamento, e di finanziamento statale, tra erogatori pubblici e privati. Un privato che può lucrare senza assumere rischio d'impresa ma anzi, con le cosiddette “sperimentazioni gestionali”, in cambio della ristrutturazione degli ospedali, si è garantito la gestione delle attività ospedaliere per un periodo che va dai venti ai trent’anni. Così la missione pubblica è stata trasformata in profitto con il progressivo impoverimento delle professionalità, spinte verso altre strutture per permettere agli speculatori privati di ridurre i costi del personale assumendo direttamente lavoratori sottopagati. Così si sono tagliati i servizi territoriali e di prevenzione, i consultori”.
“Il sistema formigoniano – prosegue Oliviero – ha poi allontanato la sanità lombarda dal controllo democratico. Con un potere che, azzerando la responsabilità delle autonomie locali, ha accentrato via via nel decisore regionale le scelte di programmazione e il controllo dei prestatori. Lo si è fatto dapprima separando la gestione degli ospedali dalle asl. Svuotando queste ultime delle funzioni di servizio al territorio, relegandole al ruolo di pagatori di prestazioni altrui. Ora si cerca di ridurre ulteriormente il finanziamento pubblico dei servizi alla persona erogando alle famiglie voucher o doti per l'acquisto di prestazioni dal mercato. Dentro una crisi che è oltretutto formidabile elemento di consolidamento e potenziamento dell’economia criminale”.
“Con Formigoni – conclude il segretario – va cancellato il suo modello di welfare e sanità. Occorre costruire un modello diverso che salvaguardi l'universalità dei diritti. I diritti dei cittadini rispetto alla salute e all'assistenza. I diritti del lavoro, perché attraverso questi è possibile conoscere il reale grado di civiltà di un paese. Un modello di welfare che riparta dalla giusta distribuzione dei poteri tra i soggetti istituzionali e tra questi e i soggetti privati”.
27 Giugno 2012
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Rette RSA e Alzheimer, cade lo scudo dei contratti privatistici: nulla la retta anche prima della presa in carico dell’ASL

Medici di famiglia. Bertolaso (Lombardia): “L'accordo per la loro presenza nelle Case della Comunità è un pannicello caldo”

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell'estate: "Attenzione ai sensori per la glicemia"

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione