insights
Il parto cesareo nei Paesi industrializzati
Il parto cesareo nei Paesi industrializzati
La frequenza del taglio cesareo nei paesi industrializzati registra da anni un andamento in ascesa. In Italia è passato dall’11% del 1980 al 38% del 2008. Questa percentuale supera di molto la soglia del 10-15% che, secondo la raccomandazione pubblicata nel 1985 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, garantisce il massimo beneficio complessivo per la madre e il feto3 e si discosta notevolmente anche dagli standard europei riportati nel rapporto Euro-Peristat4 sulla
Il parto cesareo in Italia
Il parto cesareo in Italia
In allegato, a fondo pagina, i risultati dell'indagine condotta nel 2009 dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) per comprendere motivazioni e ragioni del ricorso al taglio cesareo in Italia tra i ginecoloci. La rilevazione ha coinvolto 222 strutture, equamente distribuite sul territorio nazionale.
La lettera del presidente Fesmed, Carmine Gigli, al ministro della Salute, Ferruccio Fazio
La lettera del presidente Fesmed, Carmine Gigli, al ministro della Salute, Ferruccio Fazio
In allegato, a fondo pagina, il testo integrale della lettera che il presidente Fesmed, Carmine Gigli, ha inviato al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, per illustrare la proposta dei ginecologi per il riordino dei punti nascita e il rilancio della salute materno-infantile.
Accordo bilaterale Italia-USA: il ruolo dell’Aifa
Accordo bilaterale Italia-USA: il ruolo dell’Aifa
Anche l’Agenzia Italiana del Farmaco parteciperà allo sviluppo dei progetti previsti dall’Accordo bilaterale Italia – Usa nel campo della salute e delle scienze mediche, siglato nel pomeriggio di ieri a Washington dal Ministro Fazio e dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America.
L’operatività avviata a Washington è stata affiancata dall’incontro riservato Aifa-Fda svolto a Roma per consolidare i rapporti tra le due istituzioni e promuovere un
Malattie del fegato: oltre 5 milioni di malati e 15 mila decessi all’anno. In 1.400 aspettano il trapianto
Malattie del fegato: oltre 5 milioni di malati e 15 mila decessi all’anno. In 1.400 aspettano il trapianto
Si stima che ogni anno in Italia muoiano dalle 15.000 alle 20.000 persone a causa di malattie del fegato. Il tasso di mortalità standardizzato per età è di 28,45 morti ogni 100.000 abitanti, quota molto vicina al tasso di mortalità per il diabete (30,64/100.000). Sono invece 1.000 i trapianti di fegato che si effettuano ogni anno in Italia, la maggior parte dei quali motivati dalla cirrosi da virus dell’epatite C
La mozione finale del Congresso Fimmg-Metis
La mozione finale del Congresso Fimmg-Metis
Clicca qui per scaricare la mozione finale del 65° Congresso nazionale Fimmg-Metis
Il testo del decreto su federalismo e costi standard approvato il 7 ottobre
Il testo del decreto su federalismo e costi standard approvato il 7 ottobre
Ecco il testo del decreto su federalismo e costi standard sanitari approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 ottobre scorso.
Fazio, possibile la presenza di una regione del Sud nella definizione dei costi standard
Fazio, possibile la presenza di una regione del Sud nella definizione dei costi standard
Potrebbe entrare nella partita della stima dei costi standard in sanità anche una regione del Sud. Lo ha ventilato oggi il ministro della salute Ferruccio Fazio nel corso della conferenza stampa che ha seguito l’approvazione in Cdm dei decreti sul federalismo fiscale regionale e sui costi standard in sanità. Accanto quindi alle tre regioni virtuose, selezionate tra le cinque con i bilanci in attivo, che verranno prese come modello per
Anaao: Ministro continua a manifestare sua ignoranza del mondo medico
Anaao: Ministro continua a manifestare sua ignoranza del mondo medico
Anche l’Anaao Assomed si riconosce pienamente nelle posizioni della Fnomceo in merito al video diffuso su youtube e che riporta le offese del Ministro Brunetta alla categoria medica.
"Qualcuno - commenta Costantino Troise Segretario Nazionale Anaao Assomed - ritiene che l’insulto sia una pratica di Governo. E il ministro Brunetta pare essere uno dei più agguerriti su questo terreno, visto che ha definito i medici prima “macellai”, poi “fannulloni” e adesso
Cimo: “Brunetta chieda scusa ai medici”
Cimo: “Brunetta chieda scusa ai medici”
“Non vogliamo soldi. Brunetta chieda scusa e Berlusconi intervenga affinché sia rispettata la nostra professionalità”. Così il presidente della Cimo Asmd, Riccardo Cassi, replica alle dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica contenute nel video diffuso ieri dalla Fp Cgil Medici.
“Siamo l'unico Paese in cui chi ha il compito di fornire prestazioni diagnostiche e curative deve rivolgersi al ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione e non a quello della Sanità”. L’osservazione







