Pd: “Smontata la narrazione del Governo”
“Il monitoraggio AIFA sulla spesa farmaceutica gennaio-ottobre 2025 consegna al Paese una fotografia che il Governo non può più minimizzare. La spesa farmaceutica convenzionata territoriale resta infatti entro il tetto programmato del 6,8 per cento del Fondo sanitario nazionale, fermandosi al 6,39 per cento con un avanzo di oltre 461 milioni di euro. A esplodere è invece la spesa per acquisti diretti ospedalieri e distribuzione diretta, che raggiunge il 12,06 per cento del Fondo sanitario con uno sfondamento di 4 miliardi e 243,9 milioni di euro rispetto al tetto previsto”.
Lo dichiara la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin.
“Ma il dato più rilevante è che AIFA scrive nero su bianco che questo disavanzo è tutto relativo alla spesa per farmaci non innovativi, mentre la spesa per farmaci innovativi e antibiotici reserve risulta interamente coperta dal fondo dedicato. Cade dunque definitivamente l’alibi usato in questi anni per attribuire la crescita della spesa all’innovazione terapeutica. Il problema è altrove: nella farmaceutica ordinaria acquistata dal sistema pubblico, nella distribuzione diretta, nella disomogeneità regionale e nell’assenza di una cabina di regia nazionale capace di governare i flussi”.
“Ancora più significativo è che, nonostante oltre le risorse già versate dalle aziende farmaceutiche alle Regioni attraverso payback e ripiani, il sistema continui comunque a registrare uno squilibrio gigantesco. Questo significa che non siamo di fronte a un semplice scostamento, ma a una falla strutturale: il sistema non regge per programmazione pubblica ma per prelievo forzoso sulla filiera industriale, senza che ciò basti a contenere il disavanzo”.
“Rimangono davanti a noi due grandi nodi che il Governo ha eluso e minimizzato in questi quattro anni.
Il primo è il fallimento della riforma di AIFA e, più in generale, del Ministero della Salute, che non hanno saputo elaborare modelli di governance farmaceutica nuovi, moderni e coerenti con l’evoluzione dei bisogni clinici, delle cronicità e dell’innovazione terapeutica. Si è continuato a inseguire il sistema con tetti vecchi, payback e strumenti emergenziali, senza costruire una vera architettura di governo della spesa.
Il secondo è il crollo del mito del governo Meloni del finanziamento del Fondo sanitario nazionale. Perché questi numeri non possono essere letti soltanto come inefficienze regionali, che pure esistono e che diventano ancora più gravi in assenza di una governance nazionale moderna. Qui c’è un dato che il Governo continua ostinatamente a non voler vedere: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, la maggiore sopravvivenza e il crescente fabbisogno terapeutico producono inevitabilmente più domanda di salute e più costo assistenziale e di cura.Lo diciamo da anni: non si possono lasciare sole le Regioni a gestire tutto questo a isorisorse”. Mancano le riforme e mancano le giuste risorse per coprire cronicità e Lea.
“Uno sfondamento di oltre 4 miliardi sulla sola spesa per acquisti diretti è un buco semplicemente ingestibile. Continuare a fingere che bastino i ripiani, i payback o qualche intervento tampone significa spostare in avanti il problema senza affrontarlo. Serve subito una revisione seria della governance farmaceutica e serve soprattutto un’assunzione di responsabilità politica sul definanziamento progressivo del Servizio sanitario nazionale”.
04 Maggio 2026
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