Per il 50% delle donne il seno prosperoso aumenta l’autostima
Questi i principali risultati del sondaggio della SWG commissionato lo scorso anno dal ministero della Salute per scoprire su quali elementi della chirurgia estetica intervenire per ridurre i rischi ed approfondire l'informazione tra le donne (vedi allegato a fondo pagina). I risultati del sondaggio (condotto su un campione di 500 donne di età tra i 16 e i 45 anni) sono infatti stati utilizzati anche come base di conoscenza per l’elaborazione del Ddl approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e con il quale si è decisa l’istituzione di Registri nazionali e regionali delle protesi mammarie nonché il divieto di intervento sulle ragazze di età inferiore ai 18 anni.
Presentando i dati del sondaggio, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini aveva in particolare sottolineato che “per quanto riguarda gli interventi di chirurgia estetica, sempre più spesso le adolescenti, più fragili e sensibili ai messaggi dei media, chiedono un seno nuovo. Ma considerati i rischi per la salute di interventi eseguiti quando la ghiandola mammaria non è ancora formata, stiamo pensando di escludere i ritocchi sulle minori non motivati da problemi medici”. Non si tratta di disposizione pensate per pregiudizi nei confronti della chirurgia estetica, come evidenziato dal sottosegretario, ma di “fornire a chi vuole sottoporsi a questo tipo di interventi garanzie e sicurezza”.
I Registri, ad esempio, avranno lo scopo di rendere le protesi tracciabili, quindi di verificare i materiali usati, le aziende produttrici, le strutture dove vengono effettuati gli interventi e gli esiti degli stessi, oltre al monitoraggio del numero di interventi per avere un quadro epidemiologico preciso. Tutto, sottolinea il ministero, nella tutela della privacy delle pazienti.
I RISULTATI
Oltre un'italiana su tre non si piace e vorrebbe cambiare seno, gambe e pancia. Le più insoddisfatte sono le casalinghe (56%). La scarsa accettazione di sé trova la sua origine soprattutto nella presenza di rotondità troppo accentuate di pancia e fianchi (71%), di gambe poco modellate (29%) o di un seno da ritoccare (18%). Il 36% delle minorenni non si piace e di queste il 17% non è soddisfatta del proprio seno contro il 3% delle giovani donne tra i 18 e i 24 anni.
Il 49% delle intervistate ammette che un seno prosperoso aumenta l’autostima migliorando la percezione di sé e il 33% sarebbe disposto a sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica per rimodellarlo. Seppure spesso manchi una consapevolezza informata dei rischi fisici e psicologici che tali tipi di interventi comportano. Il 60% delle donne, infatti, ammette di non avere sufficienti conoscenze sugli impianti di protesi mammaria. E se gran parte di questa disinformazione può imputarsi ad una mancanza di interesse personale nei confronti dell’oggetto di discussione va comunque sottolineato che solo una donna su quattro che si sottoporrebbe ad intervento di tipo estetico dichiara di conoscerne tutti gli aspetti.
Il 23% ad esempio ritiene che non vi siano limiti di età per sottoporsi ad un intervento estetico, mentre il 19% delle ragazzine fissa tale soglia al di sotto dei 20 anni. Sebbene siano tutte consapevoli dell’esistenza di rischi, mediamente 1 su 5 ritiene che siano comunque trascurabili.
Rispetto agli interventi al seno, in particolare, dal sondaggio è emerso che:
- il 31% non conosce la durata massima di una protesi mentre la maggioranza relativa (37%) la stima intorno ai 10 anni;
- il rischio di maggior incidenza di tumori è per il 43% una falsa preoccupazione;
- la rottura della protesi è – con il 63% delle referenze, il rischio più accreditato; seguono il rigetto (50%), le complicanze psicologiche e la perdita di sensibilità (46%);
- mediamente per il 30% – e in particolare le più giovani – la difficoltà nell’effettuare screening clinici è una falsa preoccupazione;
- solo il 30% è a conoscenza della possibilità di trasudo, la stessa percentuale che invece considera più probabile una maggiore incidenza dei tumori;
- o problemi nell’allattamento sono ritenuti una falsa preoccupazione dal 27% delle intervistate con punte del 33% tra le over 35;
-
vengono fortemente sottovalutate le possibili difficoltà posturali e di movimento.
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30 Luglio 2010
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