Rabbia Fnopi: “Nessun infermiere coinvolto. Buon nome professione va tutelato”
“Si tratta, infatti, di comportamenti disgustosi – prosegue la Federazione – , messi in atto verso i familiari nel momento di maggior sofferenza che fa seguito alla scomparsa di un proprio congiunto. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna, nel ribadire l’estraneità degli infermieri a questi episodi, continuerà a mantenere alta la vigilanza manifestando il pieno appoggio e la gratitudine verso la Magistratura e le Forze dell’Ordine per il servizio che hanno reso anche in questo caso alla collettività e a tutti coloro che svolgono con passione e correttezza ogni giorno il proprio lavoro.”
La Federazione nazionale FNOPI, inoltre, chiede “un impegno concreto da parte delle istituzioni per tutelare, in ogni sede, il buon nome della professione ed evitare l’utilizzo improprio della qualifica di ‘infermiere’, oggi estesa anche a personale privo della necessaria laurea abilitante e dell’obbligatoria, conseguente, iscrizione all’Ordine professionale”.
“Il contesto attuale genera confusione nelle relative attribuzioni, non solo rispetto ai pazienti che non hanno mai chiara la professionalità, le abilità e le peculiarità di chi li assiste, ma anche rispetto all’utilizzo improprio del termine ‘infermiere’ che adoperano i media per descrivere funzioni che con quelle infermieristiche nulla hanno a che fare – dichiara la presidente nazionale, Barbara Mangiacavalli -. Provvedimenti all’attenzione del governo e del parlamento, non ultimo il Ddl Semplificazione, potrebbero prevedere senz’altro l’accoglimento di una disposizione che vada in questa direzione, ponendo fine a questo clima di confusione”.
17 Gennaio 2019
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