Rapporto Audit civico 2009. Luci ed ombre di un Paese diviso in due
I dati elaborati nel rapporto sono frutto dell’analisi di 87 tra Asl e Aziende Ospedaliere (35 ospedali, e 52 Asl), ed è stata condotta da 3000 cittadini.
“Ci sono inammissibili pietre d’inciampo – ha spiegato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato – 10 Aziende sanitarie, pari all’ 11% del totale non governa adeguatamente tutti i fattori, con una media troppo bassa di attuazione degli Standard. La tutela dei diritti è un fanalino di coda, il cittadino sembra esser visto più come ingombro che come risorsa”.
Vediamo nel dettaglio i dati relativi a 8 diverse prestazioni in base ad un'analisi su 45 Asl.
Visita urologica: a fronte dei 30 giorni previsti dalla legge come limite, 7 Asl su 45 prese in esame la erogano nei 90 giorni, 2 nei 120.
Visita oculistica: a fronte dei 30 giorni previsti, 14 Asl la offrono con una attesa entro i 90 giorni e 2 entro i 120.
Visita specialistica neurologica: a fronte del limite di 30 giorni, 12 Asl la erogano invece con una attesa di 90 giorni.
Ecografia ginecologica: la situazione qui appare migliore. Anche se solo in 5 Asl si è costretti ad aspettare fino a 90 giorni, a fronte dei 60 previsti, in due casi si può aspettare anche ben più di 120. E in 4 casi (circa il 10%) si è costretti ad andare fuori Asl per vedere rispettati i tempi massimi.
Ecocolordoppler cardiaco: a fronte dei 60 giorni previsti, in 10 Asl si è costretti ad aspettare fino a 90 giorni, in 7 fino a 120, mentre in 4 anche oltre.
Spirometria: a fronte 60 giorni previsti, solo in 1 caso si devono aspettare 4 mesi e in un altro si va addirittura oltre.
Rmn cervello e tronco encefalico: a fronte del limite di 60 giorni, in 6 Asl la si può ottenere in 90 giorni, in 2 Asl si aspetta fino a 120, in ben 7 si va oltre i 4 mesi di attesa.
Tac addome completo: a fronte dei 60 giorni previsti, in 1 Asl si va fino ai 90 giorni, in 2 fino ai 120 e in altrettante oltre i 120 giorni.
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10 Giugno 2010
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