Regione Veneto: “Nelle bozze di Intesa non c’è nulla che comporti invasioni di campo”
“Dall'altro lato – prosegue la nota -, esattamente il Ministro osserva che gli "effetti sulla finanza pubblica" li si potrà quantificare non in sede di approvazione della legge rinforzata, di cui all'art. 116, 3° comma, della Costituzione, ma di predisposizione dei "singoli dpcm". Se così è, allora si deve osservare che nulla osta, sotto questo profilo, a che si approvi la bozza di Intesa. Oltretutto, nella prima fase, applicandosi il criterio della spesa storica, non vi sarà alcun onere aggiuntivo. Ma non ve ne dovrebbero essere neppure nelle fasi successive, dal momento che il criterio del fabbisogno standard dovrebbe comportare semplicemente un riordino – nella direzione della solidarietà, dell'uguaglianza, del buon governo e della buona amministrazione (ai sensi degli articoli 2, 3, 5 e 97 della Costituzione) – della finanza pubblica, attualmente caratterizzata, in senso negativo, per il suo disordine. Né può costituire un ostacolo la difficoltà di abbandonare il criterio della spesa storica”.
“E’ ben vero infatti – evidenzia la delegazione – che lo Stato è inadempiente con riferimento all’attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (L. n. 42 del 2009): a dieci anni dall’ entrata in vigore di detta legge, e a diciotto anni dalla Riforma del Titolo V della Costituzione (di cui la Legge sul federalismo fiscale costituisce attuazione), nulla è stato ancora fatto per la determinazione dei LEP (livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale) né per la definizione dei fabbisogni standard per il finanziamento delle funzioni svolte dalle Regioni”.
“Tuttavia – rileva – , proprio in considerazione del difficile contesto economico e dei conseguenti vincoli di bilancio, emerge con palese evidenza l’urgente necessità di abbandonare la logica dei trasferimenti basati sul criterio della spesa storica e dei tagli lineari alla spesa degli Enti territoriali, per introdurre invece una logica meritocratica che – pur gradualmente e con le garanzie indispensabili per non privare nessun cittadino, da Nord a Sud, dei servizi essenziali – induca una logica di attenzione alla qualità della spesa e dell’utilizzo delle risorse di tutti, e consenta alle realtà territoriali che ne sono in condizione di porre in essere politiche pubbliche maggiormente orientate alle istanze provenienti dal tessuto socio-economico”.
“E’ quindi essenziale – conclude -, come risulta dallo stesso intervento del Ministro, che sia data finalmente attuazione alle previsioni della legge n. 42 del 2009 e del D. Lgs. n. 68 del 2011, mediante la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni – LEP, e dei correlati fabbisogni standard disposta da tale disposizione normativa, nelle materie dell'assistenza, dell'istruzione e del trasporto pubblico locale, con riferimento alla spesa in conto capitale, nonché la ricognizione dei livelli adeguati del servizio di trasporto pubblico locale, proprio al fine di valutare adeguatamente le risorse che devono essere poste a disposizione di ciascun ente territoriale, ferma restando la perequazione. Ciò, non solo per adempiere a quanto già previsto dal legislatore nazionale, ma per introdurre finalmente nel nostro Paese parametri che guardino alla qualità della spesa, in modo tale che la stessa corrisponda effettivamente a servizi offerti ai cittadini. Si tratta di una sfida nel nome dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione pubblica ormai improcrastinabile”.
18 Aprile 2019
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Aspiranti medici di famiglia, entrate al corso di formazione specifica con gli occhi aperti e piena consapevolezza

Medici di famiglia: se un lavoro non lo sceglie quasi nessuno, il problema è il modello, non i medici

Comparto Sanità Il nodo risorse frena il rinnovo del contratto 2025-2027. Aumenti medi di 240 euro al mese per gli infermieri. I sindacati: poche risorse. Aran: "Cifre diffuse non corrispondono alla bozza"

Estati torride, l'aria condizionata non è sostenibile sul lungo periodo. Gli scienziati cercano alternative

Benzodiazepine. Stop alla ricetta elettronica: funzionalità sospesa dopo il caos organizzativo

Riflessione di un Tecnico sanitario di radiologia medica

Lorenzin (Pd) a Schillaci: “La sanatoria no vax apre la strada all’interferenza della politica sulla deontologia medica”

Lombardia. Le immagini diagnostiche sul Fascicolo Sanitario Elettronico

Influenza. Via libera alla Circolare 2026-2027: vaccino raccomandato a partire dai 6 mesi. Soglia per i vaccini potenziati abbassata a 60 anni