Responsabilità professionale. Gregorini (Associazione Obiettivo Responsabilità): “Bisogna passare alla Responsabilità di sistema”
“Per decenni – ha detto Gregorini, coordinatore della sessione – intere generazioni si sono affidate al medico come persona e non ad un sistema. Oggi la situazione è completamente diversa. Il cittadino per curarsi si rivolge non solo al medico, ma anche all’Azienda Sanitaria, magari a quella più nota o con i migliori risultati, al cui interno lavora il medico. Ed è l’Azienda sanitaria che decide come impiegare le risorse economiche di cui dispone. Un simile cambiamento di rapporto tra cittadino e sanità deve corrispondere ad un cambiamento culturale anche sul piano della responsabilità. Non è più possibile parlare solo di responsabilità medica senza allo stesso tempo considerare come il tipo di organizzazione sanitaria incida sulla salute dei cittadini”.
Questo, appunto, è un discorso che riguarda i professionisti e giuristi, “ma che deve essere chiarito anche ai cittadini”. “Se ad esempio – ha aggiunto Gregorini – un’Azienda decide di non fornire un farmaco o una tecnologia costosa al medico, o organizza male le attività e non si fa carico della formazione professionale sanitaria, che prestazione sanitaria riceverà il paziente?”
Per la SIARED alla responsabilità del medico va affiancata la responsabilità di tutti gli attori che fanno parte dell’organizzazione, “a partire dal risk management, che ancora oggi nelle Aziende sanitarie non ha responsabilità dirette”. “E’ necessario che il medico, che è accanto al paziente e ne conosce le esigenze, possa influenzare l’organizzazione fornendo suggerimenti utili”, ha sottolineato Gregorini.
Anche per questo è nata l’Associazione Obiettivo Responsabilità, presentata nell’ambito del Congresso e che riunisce diverse figure professionali (medici, esperti di organizzazione sanitaria, e gestione del rischio, giuristi, rappresentanti dei cittadini) allo scopo di diffondere la cultura della responsabilità di sistema.
“Oggi, per qualsiasi caso di malasanità – ha proseguito Gregorini -, si effettua una vera e propria caccia al colpevole, senza mai considerare che un errore è causato da un insieme di fattori. Tutti elementi che, proprio per questo, vanno individuati, analizzati e studiati affinché si possa intraprendere un vero processo di miglioramento. Alla giustizia interessa individuare un colpevole, ma all’organizzazione e anche ai cittadini interessa ancora di più sapere che quanto successo non si ripeterà ancora in futuro, e che l’organizzazione prenderà i provvedimenti necessari”.
Per raggiungere questo obiettivo, l’Associazione sta predisponendo delle linee guida da condividere con tutte le Società Scientifiche e con gli Enti di accreditamento delle strutture ospedaliere, per migliorare l’organizzazione in sanità.
La riduzione del contenzioso e della cosiddetta medicina difensiva è un altro degli obiettivi dell’Associazione che si è discusso nel convegno. “La spesa causata dalla medicina difensiva, secondo dati Cergas Bocconi, è di 13 miliardi di euro all’anno – ha concluso Gregorini -: se si riuscisse ad arginare questo problema, con i soldi risparmiati si potrebbe offrire molta più salute ai cittadini”.
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12 Maggio 2014
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