Rimondi (Assobiomedica): “Ennesimo, assurdo attacco alla qualità del servizio sanitario pubblico”
“Il Governo si rifiuta di comprendere – ha dichiarato Rimondi – che di questi tagli faranno le spese prima di tutto i cittadini, che si troveranno un sistema sanitario a doppio regime: quello pubblico impoverito, con dispositivi medici acquistati al prezzo più basso, quindi di mediocre qualità e di tecnologia obsoleta; e quello privato non convenzionato, efficiente e tecnologicamente avanzato, al quale però potranno accedere esclusivamente i cittadini abbienti. Senza considerare il danno che queste misure creano all’industria del settore, già penalizzata dai ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e dalla crisi economica”.
“La prospettiva che ci attende da qui alla fine del 2015 – ha proseguito il presidente di Assobiomedica– è un calo occupazionale già stimato al 13% a causa dei provvedimenti in essere, ma destinato a peggiorare drammaticamente se le assurde misure ventilate dovessero tradursi in legge. Ciò significa la cancellazione di oltre diecimila posti di lavoro e la definitiva cancellazione di tutti gli investimenti in ricerca, linfa vitale per un settore ad alta tecnologia che vive principalmente di innovazione”.
“Contro questa minaccia – ha concluso Rimondi – dobbiamo purtroppo prevedere già nelle prossime settimane gravissimi problemi di fornitura agli enti del Ssn, poiché molti nostri associati si rifiuteranno, giustamente, di sottostare a queste vessazioni sulle quali si apriranno sicuramente molti contenziosi, a partire dal livello europeo”.
08 Ottobre 2012
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