Rizzo Nervo e Pierini: “Percorso appena iniziato. Proseguire con il confronto”
“Il percorso iniziato sul documento presentato dall'Azienda Sanitaria di Bologna, nella sede deputata della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, in attuazione delle previsioni normative contenute nel Decreto Balduzzi e nella Delibera regionale di recepimento dello stesso, è appena all'inizio e ha dato avvio, crediamo utilmente, ad una serie di incontri in ogni Distretto per promuovere una discussione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete territoriale che coinvolgerà, come già sta avvenendo, tutti i Sindaci nelle scelte riguardanti l'offerta sanitaria del nostro territorio. Come è nella nostra tradizione, si cercherà di tenere insieme la specificità, per ciascuno, dei “propri” ospedali o dei “propri” presidi sanitari con una visione di insieme, di carattere metropolitano, che consenta di organizzare sempre di più e meglio, e con un occhio al futuro, l'offerta complessiva di servizi sanitari”.
“Questa visione – proseguono Rizzo Nervo e Pierini – chiede a tutti i Sindaci di stare pienamente all’interno della progettazione, di condividere la responsabilità del cambiamento, come sempre si è fatto. Premessa fondamentale perché ciò avvenga è valorizzare i luoghi deputati alla discussione e al confronto, come la Conferenza Sociale e Sanitaria e i Distretti, e non confondere le premesse di una discussione tutta ancora da svolgere con i suoi esiti finali”.
“Come CTSS – proseguono – abbiamo già chiesto che l'Azienda Sanitaria metta in evidenza, nell'evoluzione del documento presentato, le specificità della sanità nel territorio dell'Appennino, facendosi carico di queste specificità, innanzitutto con un approfondimento sui flussi relativi ai diversi Ospedali e alla rete dell'emergenza-urgenza (che comunque, come è noto, sfugge a stretti vincoli territoriali e si costruisce sulla complessità dei casi). Solo così, crediamo, si può alimentare un confronto senza pregiudiziali, capace di analizzare la proposta, affinarla, rinforzarla negli aspetti considerati carenti, modificarla con ipotesi alternative, anche richiedendo investimenti di personale e sulle diverse professionalità laddove necessario a sostenere il cambiamento. Questo è ciò che ci indicano anche alcune esperienze realizzate in questi anni in altre zone e in altri ospedali del territorio metropolitano, riconosciute oggi dai più come esperienze positive per i risultati che hanno prodotto”.
“Questa modalità – concludono il presidente e il vice presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana di Bologna – ha sempre caratterizzato il lavoro della CTSS, in particolare nella relazione con i Distretti, e crediamo che possa essere utile anche in questa occasione, anche per evitare due atteggiamenti, entrambi improduttivi: il cambiamento calato dall'alto da una parte, la strenua difesa dello status quo, mentre tutto cambia, dai bisogni ai modelli assistenziali, dall’altra”.
20 Gennaio 2017
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