Rostan (IV): “Emerga il sommerso o al Sud sarà catastrofe”
“Per decidere le strategie di medio-lungo termine, è ormai improcrastinabile far emergere il sommerso costituito dai contagiati asintomatici o pauci-sintomatici, che adesso rappresentano la vera emergenza da affrontare. Bisogna procedere con la massima rapidità alla realizzazione di campagne mirate di screening attraverso l’utilizzo di tamponi su campioni probabilistici che traccino la prevalenza di COVID19 a livello regionale e nazionale. Per sconfiggere il virus bisogna combatterlo casa per casa evitando le proliferazioni di focolai domestici che protrarrebbero ulteriormente i tempi di quarantena dell’intero Paese. Al tempo stesso dobbiamo evitare che sia proprio chi è deputato a soccorrere e aiutare le persone il principale veicolo di trasmissione. Per questo gli screening devono essere realizzati a partire dal personale sanitario, a quello delle forze dell’ordine, alle donne e agli uomini dell’Esercito e progressivamente a tutte le categorie di lavoratori più esposti al contagio. Solo così potremo avere l’esatta dimensione del fenomeno”.
Lo ha dichiarato Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera.
“In quest’ottica – prosegue la deputata di Italia Viva – un ruolo fondamentale può essere giocato dalla rete dei medici di famiglia che devono essere messi nelle condizioni migliori possibili per assistere chi è colpito dal virus e chi teme di esserlo, indirizzando con estrema puntualità ed efficacia la campagna di rilevamento attraverso i tamponi. Per conseguire l’obiettivo non è pensabile che gli stessi continuino a operare sprovvisti dei dispositivi di protezione individuale. Ancora oggi abbiamo registrato la morte di un medico di famiglia a Napoli, la dodicesima vittima in Italia, e non si contano più quelli in isolamento”.
“Il Sud sembra essere relegato a un ruolo marginale nell’ambito delle strategie di prevenzione – ha concluso Rostan – nulla di più sbagliato. Proprio qui la corsa contro il tempo per individuare i contagiati può essere determinante per evitare una catastrofe. Il fatto che ad oggi ancora si sia visto poco o nulla dei Dpi promessi è una circostanza che deve essere chiarita immediatamente. L’isolamento fine a sé stesso non servirà a nulla e una seria strategia di riduzione del contagio non può essere affidata al caso o a una non meglio individuata responsabilità collettiva senza offrire alcuna misura concreta a sostegno”.
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25 Marzo 2020
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