Schillaci: “Carenza infermieri questione non solo economica ma di attrattività”
“Il tema della carenza degli infermieri”, lo “sappiamo bene, non è solo un problema di retribuzione economica. Bisogna prevedere percorsi che rendano possibili e agevoli prospettive di carriera per ridare attrattività alla professione. In questa direzione questo Governo ha adottato una serie di interventi per una valorizzazione economica degli infermieri: misure sulla libera professione per chi lavora nel servizio pubblico, indennità per chi è occupato nell’emergenza urgenza e detassazione degli straordinari, per citarne alcune. E anche insieme alla Fnopi”, Federazione nazionale Ordini e professioni infermieristiche, “abbiamo ragionato sulle misure che sono ‘in itinere’ per riformare i percorsi specialistici”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio inviato oggi a Roma all’evento di presentazione del primo Rapporto sulle professioni infermieristiche’che “può realmente essere uno strumento di orientamento per le istituzioni” e di cui, assicura, “faremo tesoro”.
Nel salutare i partecipanti e ringraziando per l’invito, il ministro, in riferimento alla Giornata internazionale dell’infermiere che si celebra oggi, spiega che tale ricorrenza “richiama l’attenzione sull’importanza che la vostra categoria può dare nel rafforzare i sistemi sanitari e le economie nazionali”, specie “in una società longeva come la nostra che ha bisogni di salute che richiedono sempre più un’assistenza infermieristica”. Schillaci ha quindi rimarcato l’impegno del Governo nel riportare i giovani a scegliere questo corso di studi, anche e soprattutto investendo sulla motivazione. “Come emerge dal vostro studio – osserva – c’è un crescente interesse per le lauree magistrali; i nostri giovani hanno voglia di ampliare le loro conoscenze e hanno legittime ambizioni di crescita. A queste istanze stiamo dando ascolto e vogliamo dare risposte anche perché ci sta a cuore non solo formare adeguatamente, ma anche trattenere in Italia il nostro capitale umano”.
Inoltre, “dal vostro rapporto – aggiunge il ministro – emerge che la maggioranza degli intervistati ha indicato una preferenza per il lavoro nella sanità pubblica, mostrando di avere fiducia nel nostro Servizio sanitario nazionale. Una preferenza che oggi assume un significato ancor più fondamentale, considerato il ruolo che gli infermieri sono chiamati a svolgere negli ospedali di comunità e come anelli di congiunzione tra ospedale e territorio”.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione e l’incidenza esponenziale di patologie croniche – prosegue Schillaci – la domanda di salute è profondamente cambiata. E con essa deve cambiare il modello di offerta sanitaria, per poter intercettare adeguatamente i nuovi bisogni di salute e per salvaguardare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale”.
Guardando al futuro, “la sfida che abbiamo davanti va ben oltre la capacità di curare e di fornire assistenza – chiarisce il ministro – Richiede investimenti nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Ci impone di spingere verso l’integrazione ospedale e territorio e verso un approccio che oggi non può che essere multidisciplinare e multisettoriale. In questo processo di riforma, l’infermiere di famiglia e di comunità può svolgere un ruolo cruciale, in team con altre figure, che va sostenuto e valorizzato – conclude – nell’interesse dei pazienti e a salvaguardia della nostra sanità pubblica”.
12 Maggio 2025
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