Schillaci: “Gap di comunicazione medici base-ospedali va colmato”
Il “gap di comunicazione tra i medici del territorio e l’ospedale rappresenta un vulnus per il nostro sistema sanitario che va colmato. Una maggiore capacità di dialogo è, infatti, necessaria sia per migliorare la qualità delle cure che diamo ai pazienti sia per allentare una pressione indebita sulle strutture ospedaliere che si traduce, appunto, in circa 2 milioni di ricoveri evitabili con un costo di 6 miliardi l’anno per il Servizio Sanitario”. Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al 29/mo congresso nazionale della Fadoi, la Federazione dei medici internisti, a Rimini.
Riferendosi ai ricoveri impropri, Schillaci ha avvertito che «se non rafforziamo il territorio, mettiamo a rischio la tenuta e la qualità dell’assistenza ospedaliera del Ssn che ancora oggi, nonostante tante difficoltà, è tra i migliori al mondo, soprattutto grazie al capitale umano che vi opera». Da qui l’importanza della riforma in atto dell’assistenza territoriale. La presenza nelle Case di Comunità di team multidisciplinari che, ha spiegato il ministro, “coinvolgerà i professionisti individuati nel DM 77, è la risposta più efficace per i bisogni dei pazienti cronici – che rappresentano i maggiori utenti del Servizio Sanitario – e per arginare la pressione sugli ospedali. Secondo recenti dati Agenas, infatti, in presenza di queste strutture gli accessi impropri ai Pronto Soccorso si riducono in maniera significativa”. Schillaci ha inoltre precisato che le Centrali operative territoriali (Cot), uno dei tasselli della riforma dell’assistenza territoriale, “saranno attivate entro la fine del 2024, svolgeranno una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e di raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi setting assistenziali, dialogando con la rete dell’emergenza-urgenza”. Quanto al Fascicolo Sanitario Elettronico, “tra i facilitatori della comunicazione tra territorio e ospedale – ha detto Schillaci – è uno strumento che sta via via entrando nella quotidianità degli operatori sanitari. L’ultima rilevazione relativa al 2023 indica che 3 su 4 medici di famiglia e pediatri hanno alimentato il Fascicolo, in particolare tramite le prescrizioni sanitarie elettroniche. Un approccio – ha concluso – che si sta diffondendo anche nelle aziende sanitarie”.
Il Pnrr “rappresenta veramente un’opportunità per la nostra sanità. La determinazione con cui abbiamo stanziato risorse per reclutare il personale necessario a far funzionare le strutture territoriali – 250 milioni nel 2025 e 350 milioni nel 2026 – e con cui abbiamo raggiunto tutti i target previsti dimostrano la volontà di non sprecare questa occasione”, ha poi evidenziato Schillaci. “Abbiamo tutte le coordinate per poter rafforzare la capacità di risposta ai bisogni dei nostri pazienti. Ma bisogna che le Regioni – ha avvertito il ministro – implementino gli interventi del Pnrr e che diano seguito alle misure approvate dal Governo che per la prima volta ha messo a disposizione risorse importanti per arginare la carenza di personale e migliorare la retribuzione dei professionisti sanitari”. Questa è “la strada che dobbiamo continuare a seguire con misure e provvedimenti incisivi e concreti come quelli – ha detto – già messi in campo”.
Anche sull’Assistenza Domiciliare integrata, ha concluso il ministro, “abbiamo recuperato i ritardi accumulati in precedenza, abbiamo raggiunto i target, aumentato i fondi e il numero di pazienti assistiti a domicilio”.
11 Maggio 2024
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