Schillaci: “La salute mentale è una priorità nazionale. Serve una cultura dell’inclusione e stop ai pregiudizi”
“In Italia circa una persona su sei soffre di disturbi mentali, un’urgenza sanitaria in crescita che coinvolge adulti e giovani e che ha forti ricadute economiche e sociali incidendo sulla capacità di relazionarsi nella vita sociale e professionale”.
Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha aperto il convegno One Mental Health a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale per la salute mentale.
Secondo il ministro, “i dati Ocse indicano che queste patologie impattano sul Pil nazionale per il 3,3%, con una perdita complessiva di oltre 60 miliardi di euro l’anno, che grava sul Servizio sanitario, sui sistemi assistenziali e sul mercato del lavoro”.
Schillaci ha lanciato un forte appello a “curare la mente come il corpo e abbattere il muro dello stigma”, ringraziando la giornalista Alessandra Arachi per la testimonianza offerta nel suo libro Lunatica – Storia di una mente bipolare. “Chi soffre di un disturbo mentale deve sapere che chiedere aiuto non è un segno di debolezza. Lottare contro lo stigma significa cambiare lo sguardo, vedere nella fragilità non una colpa ma una dimensione umana, promuovendo una cultura dell’inclusione, del rispetto e della solidarietà”.
Il ministro ha sottolineato che lo stigma e il pregiudizio “possono determinare ritardi nelle diagnosi, abbandoni delle cure o isolamento sociale”, aggiungendo che è necessario diffondere soprattutto tra i giovani “la consapevolezza che prendersi cura dei più fragili è un segno di forza”.
“La salute mentale è un indicatore della salute complessiva della nostra nazione”, ha detto Schillaci, che ha ribadito la necessità di una visione integrata di One Mental Health, capace di unire aspetti clinici, sociali, culturali e ambientali: “La tutela della salute mentale richiede una risposta corale, fondata su prevenzione, prossimità e integrazione”.
Il ministro ha poi ricordato che il Governo ha istituito il Tavolo tecnico sulla salute mentale, che dopo oltre dieci anni ha aggiornato il Piano nazionale per la salute mentale 2025-2030. Il documento, ha spiegato, “definisce un modello organizzativo integrato che facilita il dialogo tra ospedale, territorio, servizi sociali e scuola, con percorsi multiprofessionali e multidisciplinari, e particolare attenzione al periodo di transizione 16-25 anni, quando si sviluppa il 75% dei disturbi mentali”.
Schillaci ha infine ribadito l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, ricordando gli interventi messi in campo dal Governo: “Dal 2023 abbiamo reso strutturale il bonus psicologo, aumentando gli importi fino a 1.500 euro. Con la Finanziaria 2025 abbiamo stanziato 10 milioni per quest’anno e 18,5 milioni nel 2026 per il sostegno psicologico agli studenti, e istituito un Fondo per le dipendenze patologiche. Abbiamo inoltre finanziato campagne di prevenzione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e progetti per l’uso consapevole della rete e dei dispositivi digitali in età evolutiva, nonché per l’intercettazione precoce di comportamenti autolesivi e suicidari tra gli adolescenti”.
09 Ottobre 2025
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