Sigm, Cosmeu, Federspecializzandi, Movimento Giotto: “Provvedimento rischioso, ma dimostra che le risorse ci sono”
Questo il commento di Stefano Guicciardi Presidente Nazionale FederSpecializzandi Alessandro Mereu Presidente Movimento Giotto – Giovani Medici di Medicina Generale Maria Luisa Ralli Presidente Nazionale Cosmeu Coordinamento Specializzandi in Medicina d'Emergenza-Urgenza, Emanuele Spina Presidente Nazionale Segretariato Italiano Giovani medici alle delibere di ferragosto del Veneto. Provvedimenti “senza alcun impianto organico in un quadro nazionale, e non riconosciuti da direttive europee sulla formazione specialistica che espongono pazienti e giovani medici a rischi inutili, rappresentando soluzioni tampone precarie che sviliscono il merito ed il sacrificio di chi crede nella preparazione, nello studio di un percorso di specializzazione di qualità”.
“Non possiamo non rilevare che i 25 milioni di euro stanziati ogni anno potrebbero essere impiegati per finanziare quasi 1.000 contratti regionali aggiuntivi di specializzazione – hanno dichiarato – un numero praticamente doppio rispetto ai 500 medici senza esperienza e senza titolo che la Regione si propone di mettere in corsia per curare i propri pazienti con un percorso di serie B, che di formativo ha veramente poco e che rappresenta addirittura un peggioramento rispetto a quanto proposto a più riprese dalle stesse Regioni nel corso degli ultimi anni.
Un migliaio di specializzandi che potrebbero, in una rete formativa qualificata accreditata e in un sistema in grado di certificare le effettive competenze, fare ciò già fanno in buona parte tutti i giorni: garantire il funzionamento di ospedali attraverso anche l’erogazione dell’assistenza ai malati.
Il secondo aspetto che non può passare inosservato è la completa mancanza di attenzione nei confronti della qualità della formazione, di cui in questo caso è incaricata la Fondazione SSP. Un ente strumentale di Regione del Veneto che dovrà garantire un percorso che definire ai minimi termini risulta eufemistico: poco più di due settimane di lezioni teoriche più due mesi di tirocinio.
In pratica, si paragona un percorso di specializzazione di 5 anni a tempo pieno ad un corso di 23 giorni, per quattro ore al giorno, più due mesi di tirocinio: un confronto surreale. Il tutto sotto la supervisione di quel personale delle stesse Aziende Ulss che dichiarano di far fatica a trovare e che, oltre all’assistenza, dovrebbe occuparsi anche della formazione di personale neolaureato. I medici di questo vero e proprio canale alternativo sarebbero chiamati a gestire i pazienti nella complessità, e chi vi lavora lo sa, di settori chiave per il futuro del Servizio Sanitario: l’emergenza-urgenza e la medicina interna e la geriatria. Tre ambiti in cui le aspettative dei cittadini sono giustamente elevate che richiedono esperienza e competenza, non improvvisazione ed approssimazione.
La presenza attuale di personale con livelli di formazione sotto uno standard, assunti per esempio nei Pronto Soccorso con contratti libero professionale di cui si è spesso abusato per non risolvere i problemi strutturali di organico, non ne giustifica affatto l’adozione a modello”.
Ci chiediamo hanno aggiunto perché, “a fronte di risorse disponibili, non siano utilizzate per attivare contratti di formazione specialistica e non siano state inserite nel contingente parte dell’ultimo Concorso SSM2019 svoltosi appena qualche settimana fa. Perché in considerazione dell’evoluzione della formazione stessa sulle necessità attuali del Ssn, le Regioni scelgano ancora di prediligere il precariato, la sottospecializzazione e un servizio qualitativamente inferiore. Ci chiediamo ancora perché sfruttare la condizione di quei medici nell’imbuto formativo per non assumersi la responsabilità di erogare alla popolazione servizi sanitari degni di questo nome. Come già in passato, ribadiamo per l’ennesima volta che tale tipologia di provvedimenti, senza alcun impianto organico in un quadro nazionale, ed in questo caso non riconosciuti da direttive europee sulla formazione specialistica, espongono i pazienti ed i giovani medici a rischi inutili, rappresentando soluzioni tampone precarie che sviliscono il merito ed il sacrificio di chi crede nella preparazione, nello studio di un percorso di specializzazione di qualità”.
26 Agosto 2019
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