Simg: “Attenzione a interrompere le terapie con Rosiglitazone”
“La continuità del terapia è essenziale in questo tipo di malati”, spiega Claudio Cricelli, presidente della Simg. Per questo la Simg ha voluto fornire ai cittadini, ai pazienti, ai medici di famiglia e a tutti gli operatori della sanità uno strumento di supporto alle decisioni cliniche da assumere dopo la sospensione dell'impiego di questo farmaco:
– i medici non devono più prescrivere nuove terapie a base di rosiglitazone;
– i pazienti che stanno attualmente assumendo questo farmaco (anche in associazione) devono essere convocati al più presto per discutere i trattamenti alternativi adatti alla loro situazione clinica;
– i malati non devono sospendere autonomamente l’assunzione di farmaci contenenti rosiglitazone fino a che non ne abbiano discusso col proprio medico curante, per evitare pericolosi aumenti della glicemia.
Da considerare poi che vi sono valide alternative per continuare a mantenere i pazienti in compenso metabolico: la scelta dipenderà dalla situazione metabolica e clinica individuale. “I dati provenienti da studi clinici, osservazionali e meta-analisi – continua Cricelli – hanno confermato un possibile aumento del rischio di cardiopatia ischemica associata all'uso di rosiglitazone. Da qui la decisione dell’Ema di sospenderne la commercializzazione”. Rosiglitazone era già ristretto ad una seconda linea di trattamento e controindicato nei pazienti con cardiopatia ischemica ed insufficienza cardiaca (in atto o pregressa) a causa del frequente riscontro di ritenzione idrica tra gli effetti collaterali.
Maggiori informazioni sul sito www.simg.it
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29 Settembre 2010
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