Smi: “Accordo su corresponsione arretrati è atto dovuto. No a pre-intesa senza risorse aggiuntive”
Pina Onotri, alla fine dell’incontro, sospende il giudizio sul testo presentato dalla parte pubblica, oltretutto ancora in attesa del via libera del Mef: “Un accordo sotto la pressione della tornata elettorale, quindi forzato, segnato anche dalle polemiche derivanti dalla denuncia sulla futura carenza di camici bianchi nei prossimi anni. Manca ancora una visione di insieme sulle cure primarie, la continuità dell’assistenza e la rete di emergenza. Permangono delle criticità, ma vi sono anche note positive : la corresponsione degli arretrati che attendiamo dal 2010. Un atto dovuto per la categoria che ha subito in questi anni un impoverimento per effetto della pressione fiscale e della crisi economica e un aumento del lavoro e dei carichi burocratici e impropri”.
“Come donna – continua – non posso che essere contenta dell’attenzione rivolta, alla astensione obbligatoria e astensione anticipata per gravidanza, e gravidanza a rischio, per le colleghe. Tra altro è stata sottolineata, congiuntamente, con la parte pubblica, la necessità di messa in sicurezza delle guardie mediche”.
“Tra le criticità – sottolinea Onotri – l’assenza di un percorso vero verso il tempo pieno e il ruolo unico, per tutti i medici dell’area, proposta storica dello Smi da oltre 20 anni. Non esiste, inoltre, al momento, nessuna apertura sulla stabilizzazione dei precari, la valorizzazione di equipollenti ed equivalenti, per scongiurare la futura carenza di professionisti del settore, come evidenziato nelle scorse settimane dall’Enpam. Tra gli spunti positivi, l’accelerazione dell’ingresso in graduatoria dei giovani medici neo formati”.
“Quella siglata ieri – conclude – è una buona base di partenza che mette al sicuro gli arretrati e pone le fondamenta per una discussione che abbia al centro la valorizzazione del ruolo della medicina generale e l ‘obbiettivo di uniformare tutte le aree contrattuali all’interno dell Acn, in termini di pari opportunità e pari dignità. Lo Smi lavorerà per questi obiettivi”.
02 Marzo 2018
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