Smi: “E’ prevalso il buon senso”
“La riforma della medicina generale, voluta dal Governo e dal Ministro della Salute Schillaci sembrerebbe arenata, così come riportato da organi di stampa. Non è stata fatta alcuna azione di lobbying da parte della categoria, così come riportato da notizie stampa, semplicemente è prevalso il buon senso. Lo ribadiamo: siamo aperti a un cambiamento reale che, attraverso la tutela dei professionisti, sia rispettoso dei diritti dei cittadini”. A dichiararlo, in una nota, Pina Onotri, segretario generale del Sindacato Medici Italiani (SMI).
“Una riforma non concertata con i professionisti – prosegue Onotri – avrebbe rischiato di desertificare ancora di più l’assistenza territoriale con il pericolo di dimissioni massive da parte del personale in servizio. Apriamo subito un confronto e un percorso di ascolto con le istituzioni per individuare, provvedimenti che valorizzino la professione, come la specializzazione in medicina generale e che introducano tutele reali per un lavoro che è sempre più declinato al femminile. La tutela della salute dei cittadini passa attraverso il rispetto dei diritti dei medici”.
“In questi mesi – aggiunge – lo abbiamo detto: una riforma di così vasta doveva essere fatta con i medici e non nonostante i medici. Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere l’abolizione del Ruolo Unico che riteniamo troppo rigido e incompatibile con i giusti equilibri di vita e lavoro. No al debito orario coatto dei medici di medicina generale nelle case di comunità. No alla retribuzione per obiettivi. Si al rilancio della medicina dei servizi. Si al contratto a dipendenza per i medici Specialisti in Medicina generale. Sì al completamento orario su base volontaria. Sì alla difesa e rivalutazione della quota capitaria complessiva anche come strumento per il mantenimento dell’autonoma organizzazione degli studi periferici. Si a nuove tutele per i medici di famiglia (ferie, diritto alla maternità, riconoscimento dell’infortunio sul lavoro). Ringraziamo tutti i colleghi che manifestando con noi il 28 maggio scorso hanno contribuito ad arrestare per il momento l’ipotesi di riforma”.
08 Giugno 2026
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