Snami: “Sulla specializzazione c’è convergenza. Sul ruolo unico ora servono atti concreti”
Lo Snami prende atto del confronto in corso sulla riforma della medicina generale e sottolinea come, allo stato attuale, l’unico vero punto di convergenza tra le sigle sindacali sia rappresentato dalla specializzazione in medicina generale, tema sostenuto da tempo dal sindacato per garantire un percorso formativo più qualificante e adeguato alla complessità dell’assistenza territoriale.
“Registriamo positivamente il fatto che sulla specializzazione vi sia oggi una posizione sostanzialmente condivisa”, dichiara Simona Autunnali, tesoriere nazionale SNAMI. “Resta però necessario definire con chiarezza contenuti, tempi e garanzie del percorso, evitando soluzioni che possano penalizzare i medici già in possesso del diploma di formazione specifica”.
Sul ruolo unico di assistenza primaria, Snami evidenzia l’apertura manifestata da Regioni e Ministero della Salute verso il superamento di un modello ritenuto non più adeguato sotto il profilo organizzativo e professionale.
“Come Snami abbiamo sostenuto con determinazione il superamento del ruolo unico di assistenza primaria”, afferma Fabrizio Valeri, vicepresidente nazionale SNAMI. “L’apertura istituzionale va valutata con attenzione, ma non può essere considerata un punto di arrivo. Occorre evitare formulazioni ambigue o compromessi che lascino invariato l’impianto della Balduzzi”.
Per il sindacato, il superamento del ruolo unico deve accompagnarsi a una riorganizzazione complessiva della medicina generale, con percorsi professionali distinti e una valorizzazione specifica delle funzioni territoriali e della medicina dei servizi.
“L’unico terreno comune tra tutte le sigle sindacali è oggi la specializzazione”, dichiara Federico Di Renzo, addetto stampa nazionale Snami. “Sul ruolo unico, Snami registra l’apertura del Ministro e delle Regioni verso la sua eliminazione, ma sarà fondamentale verificare questa disponibilità nei testi e negli atti conseguenti”.
Snami ribadisce infine che la riforma della medicina generale dovrà tradursi in interventi concreti: definizione della specializzazione, superamento dell’impianto della Balduzzi, eliminazione del ruolo unico di assistenza primaria e costruzione di una vera medicina dei servizi.
14 Maggio 2026
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