Sunifar: “La capillarità sul territorio è il nostro punto di forza”
“La base di partenza – ha spiegato – è la corretta analisi dei punti di debolezza del sistema farmacia rurale: riduzione della spesa convenzionata con il Ssn, carenza dei servizi essenziali (legati a fenomeni come la desertificazione e la mancanza di strutture e servizi sanitari), scarso potere di negoziazione dei titolari rurali sia nella fornitura di farmaci, sia per quanta riguarda carenze e indisponibilità, oneri di gestione per servizi e digitalizzazione della farmacia, che ricadono sul singolo titolare. Allo stesso tempo bisogna considerare i molti punti di forza della ruralità, sia come primo filtro di accesso ai servizi Ssn, sia come supporto concreto che compensa la lontananza di altre strutture del Ssn”
“La farmacia rurale – ha ricordato – diffonde capillarmente assistenza, informazione e prevenzione ed è anche spesso il primo presidio di pronto soccorso del cittadino. È uno dei pilastri del sistema di protezione sociale. Lo confermano i numeri: 6.700 le farmacie rurali (media di abitanti per farmacia 1.493), 4.200 le rurali sussidiate fino a 3.000 abitanti (con una media di 1.190 abitanti per farmacia), altre 2.000 quelle sussidiate fino a 1.500 abitanti (1.000 abitanti per farmacia). Le nostre farmacie garantiscono la capillarità grazie alla Pianta organica e sono la prova vivente per smentire la smania di liberalizzazione del settore”.
E in questo senso Petrosillo ha rimarcato come “la pandemia Covid-19 ha confermato il ruolo fondamentale svolto dalla farmacia rurale al servizio della popolazione. Questa esperienza deve necessariamente far cambiare l’approccio della politica e dei decisori nei confronti della ruralità. La competitività va affrontata con nuovi strumenti, affinché le farmacie possano essere un punto efficace di prevenzione e essere tra gli attori principali nel monitoraggio dei pazienti nella fase postemergenziale”.
“Il Sunifar – ha proseguito – prenderà parte a diversi tavoli negoziali per proseguire nel cammino già avviato: nuova remunerazione, rinnovo della Convenzione (in cui si dovrà chiedere il servizio di guardia farmaceutica), distribuzione in DPC dei farmaci della diretta, detassazione dell’indennità di residenza, continuazione del dialogo con l’Enpaf e rafforzamento della solidarietà interna a favore dei titolari rurali, sperimentazione della farmacia dei servizi”.
Molte anche le nuove sfide da affrontare: anzitutto, il dialogo con la distribuzione del farmaco, per “condividere regole che non penalizzino il servizio effettuato alle farmacie rurali e a quelle piccole, siglando successivamente accordi con enti e stakeholder per individuare soluzioni capaci di fronteggiare carenze e indisponibilità di medicinali. Altro nodo è la veterinaria, perché il ruolo della farmacia deve essere centrale nella dispensazione dei farmaci veterinari”.
Importante poi il confronto all’interno della categoria e con le istituzioni e le associazioni, specie dei piccoli Comuni e delle aree montane, per “risolvere i problemi e le necessità di assistenza primaria e farmaceutica della popolazione. Le nuove opportunità di valorizzazione del ruolo delle farmacie rurali non mancano: presa in carico del paziente, accesso personalizzato ai farmaci, collaborazione con i medici per l’erogazione dei servizi, ruolo cruciale del farmacista nell’aderenza terapeutica”.
Infine Petrosillo ha sottolineato che “Il Sunifar è Federfarma e Federfarma è il Sunifar”: si deve lavorare in sinergia con l’obiettivo ultimo di valorizzare l’intera rete delle farmacie, dando risposte anche alle specifiche necessità delle rurali, non con gestioni separate o parallele, ma in perfetta sincronia, perché solamente così si riusciranno a ottenere i traguardi a cui insieme, Federfarma e Sunifar, aspirano nel futuro”.
19 Giugno 2020
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