Tarzi: “Nessuna intenzione di smantellare consultori, ma vogliamo evitare che l’aborto sia una scelta costretta”
“Vorrei premettere – ha detto Tarzi prendendo la parola – che nei confronti di chi si è espresso a nome degli Ordini stanno già partendo determinate azioni da parte di moltissimi medici e psicologi che non si riconoscono nella posizione presa dai tre presidenti”. Tarzi ha quindi spiegato che l’obiettivo della sua proposta di legge “non è cancellare i consultori pubblici, come si continua erroneamente ed ideologicamente a sostenere”, ma aggiornare la materia tenendo conto che “a distanza di 35 anni dalla legge nazionale che li ha istituiti e dalla legge regionale che ne ha disciplinato il funzionamento, i consultori hanno perso la loro principale missione di servizio alla famiglia e alla maternità/paternità responsabile”.
Il progetto di legge, nell’intenzione della sua ideatrice, intende quindi rivedere in particolare 3 aspetti per ridare al consultori il ruolo per il quale è stato istituito. E quindi:
– aumentare l’equipe multidiscilplinare per una risposta più diversificata, “perché – ha spiegato Tarzi – diversificate sono le problematiche che vive oggi una famiglia, una donna, una coppia o un’adolescente”;
– prevedere la possibilità di affiancare ai consultori pubblici altri organizzati da associazioni e volontariato “che svolgeranno comunque un ruolo pubblico e non trarranno alcun guadagno dai servizi erogati, come imposto dalla legge”. La chiusura dei consultori pubblici “è una delle bugie che si vanno dicendo sulla legge che ho presentato. Non è così. I consultori pubblici resteranno e andranno anche intensificati come numero, ma saranno affiancati da altri consultori, ampliando così l’offerta e la possibilità di scelta delle donne”;
– potenziare la tutela sociale maternità. “La mia legge non vuole cancellare la 194 – ha sottolineato ancora Tarzi – ma, in linea con legge 194, potenziare il ruolo preventivo dei consultori e, proprio come previsto dalla 194, affidare loro il compito di svolgere un colloquio teso a rimuovere le cause che inducono la donna a ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. Un colloquio che deve prevedere l’offerta di alternative all’aborto. Un colloquio che deve prevedere anche il coinvolgimento di associazioni presenti sul territorio e che operano per favore della maternità”.
“La vera violenza – ha concluso Tarzi – è subire un aborto perché non c’è alternativa”. La proposta di legge, quindi, non vuole ridurre la libertà di scelta delle donne, ma “creare una rete in grado di offrire loro la possibilità di accogliere il proprio figlio”.
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23 Novembre 2010
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