Tirelli (Aviano): “Sbagliato tassare chi vuole smettere il vizio”
“Non va dimenticato che il fumo rappresenta il più grande problema sanitario di oggi e dei prossimi 20 anni sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Un terzo dei tumori è dovuto alle sigarette che sono la principale causa di cancro prevenibile – ha spiegato TIrelli – solo in Italia vi sono 37.000 nuovi casi di tumore del polmone, circa il 90% dei quali sono dovuti al fumo di sigaretta con 30.000morti l’anno. Il fatto che vi sia un calo della vendita di tabacco dovrebbe essere accolto con grande favore e non invece far pensare ai minori introiti per le tasse”.
Le malattie associate al fumo, quelle oltre che oncologiche anche cardiovascolari e polmonari, per l’esperto fanno spendere allo Stato italiano molti più soldi per le malattie correlate di quanto ne possa ricavare dalle tasse, oltre all’ovvio impatto umano. “Il minor utilizzo di tabacco in Italia sembra essere dovuto all’uso delle sigarette elettroniche, che sono degli strumenti contenenti nicotina utilizzati per liberarsi dal tabagismo, e sembrano essere quelli più efficaci in quanto hanno come punto forte la gestualità, uno degli elementi chiave della dipendenza psicologica dal fumo – ha proseguito Tirelli – anche se non esiste ancora un dato sulla sicurezza assoluta delle sigarette elettroniche è ovvio che senza sostanze cancerogene le sigarette elettroniche sono certamente meno dannose che le sigarette tradizionali. Il fatto che gli aromi contenuti nelle sigarette elettroniche non siano del tutto testati nel lungo periodo va di pari passo col fatto che oltre le 70 sostanze cancerogene certificate dalla Organizzazione mondiale della sanità presenti nel fumo di sigaretta tradizionale contengono migliaia di sostanze chimiche che possono portare comunque danni all’apparato respiratorio senza eventualmente provocare il cancro”.
“Le sigarette elettroniche hanno tutte le potenzialità per essere molto meno dannose per l’organismo del fumatore e pertanto non dovrebbero essere introdotte tasse per scoraggiarne l’impiego – ha concluso – è evidente che il percorso di disassuefazione dalla nicotina che è una sostanza stupefacente deve tener conto non solo dei centri di antifumo dei dispositivi rilascianti nicotina come la sigaretta elettroniche ma soprattutto della volontà di voler smettere. Nel frattempo coloro che sono forti fumatori e fumano per esempio 30 sigarette al giorno se ne fumano 5 al giorno perché utilizzano la sigaretta elettronica hanno un grande vantaggio per la loro salute”.
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13 Maggio 2013
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