Un problema affrontato ‘in coppia’
Gli uomini che soffrono di DE, che in Italia sono oltre 3 milioni, sono infatti oggi più stressati rispetto al passato: se nel 2001 solo un quinto di loro (19,1%) considerava ansia e stress poco influenti sulle prestazioni sessuali, oggi sono quasi la metà (44,8%) quelli che si ritengono condizionati dalla frenesia della vita quotidiana anche tra le lenzuola. Con un grande impatto negativo sulla vita di coppia, per sé e per le loro partner che, in alcuni casi, spronano l’uomo a rivolgersi al medico. “In soli dieci anni è aumentata in modo netto nella popolazione in generale la percezione, e forse anche la sopravvalutazione, del valore della felicità sessuale”, ha spiegato Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele-Resnati di Milano. “Mentre 30 anni fa il progetto di famiglia era più importante, oggi la felicità sessuale per la gran parte delle persone è il valore numero uno. Questo spiega perché quando ci sono dei problemi di natura sessuale le ripercussioni siano molto più importanti: infatti, in soli dieci anni, vediamo in chi è affetto da deficit erettivo un maggiore contraccolpo depressivo, cioè la perdita del proprio valore come uomo, e una più evidente ansia di performance.”
Per fortuna però sempre più spesso il problema è affrontato all’interno della vita di coppia: le donne sono oggi più partecipi per affrontare la malattia insieme al partner (nel 36,8% dei casi) e si consolida la visita di coppia dallo specialista uro-andrologo. Se il partner soffre di DE, non c’è da vergognarsi: se dieci anni fa ben il 17,7% delle donne taceva di fronte al problema erettile (dato oggi sceso al 10,6%), quasi a voler difendere la virilità del compagno, oggi poche sono restie a parlarne mentre ci si confida di più con le amiche (nel 20,2% dei casi) e lo specialista uro-andrologo (nel 15,1% dei casi).
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22 Settembre 2012
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