Una catastrofe annunciata ed evitabile ma che forse si può provare a fermare
Oggi apriamo un nuovo Forum di QS. Ancora una volta ispirati da un libro di Ivan Cavicchi, uno dei nostri collaboratori più attenti alle dinamiche evolutive e “involutive” del sistema sanitario, con tutte le sue interconnessioni e dinamiche trasversali.
Questa volta il libro di Cavicchi parla di una catastrofe ampiamente prevedibile: quella della sanità pubblica italiana.
Una catastrofe che il libro di Cavicchi racconta dalle origini perché si tratta in fondo di “una morte annunciata”, dice citando Marquez.
Ma, a differenza di catastrofi inevitabili, questa era ampiamente evitabile. Anzi le premesse, la grande riforma del 1978 ancorata all’articolo 32 della Costituzione, potevano far bene sperare in un destino diverso per la sanità del nostro Paese.
Le parole d’ordine di quel testo, due su tutte, uguaglianza e universalità, raccontavano o meglio delineavano un futuro roseo e ben diverso da quello che, nel giro di pochi anni, ha investito il sistema sanitario italiano.
Di chi la colpa? Per Cavicchi, come del resto i nostri lettori che lo seguono da anni sulle nostre colonne ben sanno, la colpa è del “riformista che non c’è”, dell’assenza di una volontà politica, ma non solo della politica, di riportare sui binari originari il treno sconquassato del Ssn.
Questo forum che apriamo oggi non vuole però aggiungere catastrofi a catastrofi, l’ambizione, come lo stesso Cavicchi dice bene a conclusione del suo articolo è in fondo quella di provare a fermare la catastrofe o quantomeno a invertirne il percorso su crinali meno tragici e definitivi.
E questo proveremo a fare rigirando ai partecipanti del nostro forum una serie di domande per nulla scontate come quelle che appunto lo stesso Cavicchi pone e ci pone: come possiamo evitare di arrivare al punto di non ritorno? Quale giudizio diamo delle nostre esperienze riformatrici e contro-riformatrici? E ancora che giudizio diamo del nostro macroscopico anti riformismo? Tutti dicono che bisognerebbe riformare praticamente tutto ma per quale ragione le cose in sanità restano saldamente invarianti?
Luciano Fassari
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13 Marzo 2023
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