Veterinari, infermieri, ostetriche e Confindustria Sanità chiedono risposte immediate e più risorse per valorizzare il personale e assicurare i servizi
“Dagli ordini professionali – si evidenzia nel sommario – è arrivato la richiesta di un potenziamento della sanità territoriale, percorso obbligato per decongestionare gli ospedali e offrire ai pazienti un servizio di alto livello. Per gli infermieri sono intervenuti i presidenti degli ordini di Cagliari, Francesca Cottogno, di Nuoro, Maria Annunziata Carta, di Sassari, Gianluca Chelo, di Oristano, Raffaele Secci e di Carbonia, Ilenia Serventi, che hanno segnalato le gravi carenze di personale negli ospedali e nei presidi territoriali e chiesto un piano straordinario di assunzione per coprire i posti vacanti. Secondo i rappresentanti di categoria, vanno immediatamente inseriti in organico gli infermieri che hanno concluso il corso di laurea lo scorso novembre: “Ma non basta – hanno detto i presidenti degli ordini professionali – in questi ultimi anni la sanità pubblica è diventata poco attrattiva, molti infermieri decidono di trasferirsi nel privato. Per fermare l’esodo servono incentivi economici e prospettive di carriera”.
“Per la categoria – si continua ad apprendere dal resoconto -, è inoltre urgente puntare sulla diffusione dell’infermiere di famiglia, una figura in grado di svolgere un ruolo fondamentale nella medicina di prossimità. Dai presidenti di Sassari, Cagliari ed Oristano, infine è arrivato l’invito alla Giunta a procedere quanto prima con il commissariamento delle Asl: “Questa riforma è tardiva – ha detto Gianluca Chelo – occorre agire con rapidità”. Tra le richieste anche l’istituzione di un Dipartimento delle professioni in seno all’assessorato della Sanità”.
“Per i veterinari, la Commissione ha sentito i presidenti degli ordini di Sassari, Andrea Sarria, di Cagliari, Giuseppe Argiolas e di Nuoro Annamaria Coccollone e il tesoriere dell’Ordine di Oristano Lorenzo Stevanato che hanno segnalato la necessità di potenziare i servizi veterinari a garanzia non solo del benessere animale ma anche della salute degli uomini. “Medicina animale e umana devono essere viste non più come due unità separate – hanno detto i rappresentanti dei veterinari – è ormai risaputo che il 75% delle malattie dell’uomo è legato a zoonosi, questo dato ci fa capire quanto sia urgente un cambio di prospettiva”.
“I veterinari hanno invocato più risorse per combattere il randagismo, fenomeno ormai fuori controllo in molte zone della Sardegna con costi pesanti per le casse di molti comuni obbligati, per legge, a garantire il ricovero dei cani senza padrone una volta catturati. “Nei soli canili della provincia di Sassari sono ospitati 2.200 cani – ha detto Andrea Sarria – ogni animale costa alle casse pubbliche una media di 2/3 euro al giorno. Per non parlare degli incidenti stradali causati dagli cani vaganti”. La loro presenza massiccia nei centri urbani ha riportato d’attualità l’echinococcosi, malattia che fino agli anni 80 infestava le campagne: “Adesso è un problema cittadino che sta diventando drammatico – hanno detto i rappresentanti dei veterinari – un’emergenza che va affrontata al più presto”.
Paola Lubinu (Sassari) e Maria Rosaria Lai (Cagliari-Nuoro-Oristano e Sud Sardegna) hanno invece illustrato, a nome degli ordini delle ostetriche, le criticità del settore. In particolare, è stata evidenziata la necessità di potenziare i servizi territoriali: “Oggi si parla tanto di Case della Salute, hanno detto – questi servizi in passato erano svolti egregiamente dai Consultori che davano supporto alle famiglie e facevano prevenzione. La legge prevede un consultorio ogni 20mila abitanti. Purtroppo non è più così”.
“Nel pomeriggio la seduta è stata occupata dall’audizione della rappresentante di Confindustria Sanità Maria Immacolata Montixi, che ha detto: “Non entriamo nel merito della riforma e delle scelte politiche, auspichiamo una collaborazione sempre più proficua tra sanità pubblica e privati accreditati. Il principio è sempre quello: il privato interviene per assicurare i servizi che il pubblico non riesce a coprire. Servono però più risorse a tutela della salute dei cittadini e della qualità delle prestazioni”.
E.C.
20 Gennaio 2025
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