Viale (Liguria): “Nostro modello regionale parte da integrazione ospedale-territorio”
Rivolgendosi alla platea di medici specialisti ambulatoriali, la vicegovernatrice Viale ha affermato: “Se da qui ho sentito forti critiche ai percorsi di autonomia, occorre che le Regioni spieghino meglio e cerchino l’alleanza con chi sul territorio lavora. Così abbiamo fatto in Liguria costruendo un modello virtuoso di riforma del sistema, affiancando al direttore generale la figura del direttore sociosanitario: all’interno della direzione strategica dell’azienda, è il sindacalista del territorio e rappresenta, in modo paritario rispetto al direttore sanitario, i bisogni dei professionisti e dei cittadini che non devono trovare risposte solo nei pronto soccorso o nei reparti quando ormai la patologia è nella fase acuta. Nell’ambito della riforma, abbiamo creato anche i dipartimenti interaziendali regionali che, fatti da professionisti, trasformano le proposte di governo clinico in azioni concrete nelle aziende. Quando a breve creeremo il Diar territoriale – ha affermato la vicepresidente di Regione Liguria – vorrei che voi medici specialisti ambulatoriali foste presenti per rappresentare le criticità e assumere responsabilità nelle scelte che dovremo affrontare e attuare”.
L’assessore Viale ha poi sottolineato l’esigenza di maggiore autonomia delle Regioni anche in sanità. “Le Regioni sono l’elemento chiave per risolvere i problemi di programmazione sanitaria e dei bisogni sul territorio: indirizzare le richieste a Roma, in un’ottica centralista, non migliora la capacità di risposta ai bisogni cittadini. Chiedere maggiore autonomia significa avere maggiori responsabilità, significa affermare che si è in grado di reggere bilancio sanitario da soli. In Liguria tre anni fa abbiamo trovato un disavanzo di 98 milioni di euro che stiamo progressivamente riducendo senza incidere sui servizi ma puntando sull’efficienza. Solo così si può chiedere l’autonomia, credendo fortemente nel sistema sanitario pubblico: questo può essere un elemento che ci unisce, anche se da diverse prospettive”.
11 Ottobre 2018
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