App e sanità digitale vanno “prescritte” come qualsiasi altra iniziativa di diagnosi e cura

App e sanità digitale vanno “prescritte” come qualsiasi altra iniziativa di diagnosi e cura

App e sanità digitale vanno “prescritte” come qualsiasi altra iniziativa di diagnosi e cura
Al Congresso Fimmg il Centro Studi presenta una iniziativa condotta con metodo scientifico per condividere gli orientamenti della categoria in prospettiva della definizione di una position paper sull’argomento.

Per i medici di famiglia le soluzioni digitali (App, utilizzo di sistemi di diagnosi e cura digitale) dovrebbero essere «prescritte» dal medico e da lui governate come qualsiasi altra iniziativa di diagnosi e cura. E' quanto emerge da un'indagine condotta dal Centro studi della FIMMG e presentata in occasione del 77° Congresso Nazionale in corso a Villasimius.


 


Lo studio è finalizzato a comprendere la visione della Medicina di Famiglia italiana sui temi della salute digitale, con l’obiettivo di definire una “position paper” su questi argomenti. È stato sottoposto all’attenzione dei dirigenti provinciali, regionali e nazionali del sindacato, un set di affermazioni relative a quattro aree specifiche: la Comunicazione medico-paziente, le App per la Salute, la Salute e le Cure digitali, le Piattaforme Digitali. I gradi di adesione a tali affermazioni e la loro univocità sono stati sottoposti ad analisi utilizzando una modalità scientificamente validata (metodo Delphi).


 


Gli aspetti emersi maggiormente caratterizzanti, che rappresentano l’orientamento della categoria, sono:
– Le soluzioni digitali (App, utilizzo di sistemi di diagnosi e cura digitale) dovrebbero essere «prescritte» dal medico e da lui governate come qualsiasi altra iniziativa di diagnosi e cura


 


– Le informazioni e i dati provenienti dall’uso delle soluzioni di «salute e medicina digitale» e della ICT applicata alla sanità dovrebbero confluire ed integrarsi con i dati assistenziali raccolti nei database dei gestionali ambulatoriali dei medici di famiglia


 


– Le piattaforme digitali che aggregano e analizzano i dati provenienti dall’uso delle soluzioni di «salute e medicina digitale» dovrebbero essere governate e gestite dai sistemi organizzativi / associativi dei MMG, per poter controllare i processi assistenziali che derivano dalla gestione delle informazioni


 


– Le soluzioni di «salute e medicina digitale» vengono considerate dai MMG una opportunità per migliorare l’accessibilità alle prestazioni (distribuite ancora più capillarmente sul territorio: domicilio del paziente / studio del medico) e per estendere il contatto e la comunicazione medico-assistito.


 


– Il microteam composto da Medico, Infermiere e Collaboratore di Studio, con il supporto dei Medici Specialisti, rappresenta l’unità operativa della Medicina di Famiglia che deve essere coinvolta nei percorsi assistenziali connessi all’uso di soluzioni riconducibili alla «salute e medicina digitale».


 


– È necessario disporre, nell’uso di queste risorse, di processi, procedure e quadri normativi chiari e coerenti che garantiscano sicurezza ai pazienti e tutelino la responsabilità dei medici. In tale direzione è anche la richiesta che le soluzioni proposte siano accreditate e sottoposte ad adeguati percorsi certificativi.


 


“E’ necessario che i Medici di Famiglia espongano lo loro visione sulle tematiche della salute digitale” afferma Paolo Misericordia, responsabile del Centro Studi della FIMMG “Abbiamo utilizzato una metodologia scientificamente accreditata, il metodo DELPHI, per definire gli orientamenti della nostra professione da riportare in una position-paper della FIMMG sulla salute e cure digitali”.

09 Ottobre 2020

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