Cala il numero dei laureati in farmacia, ma in Italia il numero delle farmacie è in costante aumento. Il report di Federfarma

Cala il numero dei laureati in farmacia, ma in Italia il numero delle farmacie è in costante aumento. Il report di Federfarma

Cala il numero dei laureati in farmacia, ma in Italia il numero delle farmacie è in costante aumento. Il report di Federfarma
I laureati sono infatti passati - su base annua - da 5.095 del 2017 a poco più di 4mila del 2023. Nel complesso, gli occupati nel settore sono 99mila e hanno un’età media di 41 anni: 75mila sono dipendenti e tra questi ultimi 57mila sono collaboratori (non sono perciò titolari di farmacia). Mentre il saldo tra aperture e chiusure in Germania, Gran Bretagna e Polonia è molto negativo, in Italia il numero delle farmacie è in costante aumento a seguito delle nuove aperture determinate dallo svolgimento dei concorsi straordinari indetti dal Cresci Italia del 2012. IL REPORT

In prospettiva, c’è un rischio di carenza di personale per le farmacie italiane? Il timore da un lato sembra fondato. I laureati sono infatti passati – su base annua – da 5.095 del 2017 a poco più di 4mila del 2023, stando al report 2024 Federdarma realizzato su dati AlmaLaurea.

Il calo dei laureati ha diverse cause. Fra queste, lo stipendio, ritenuto basso: a un anno dalla laurea si registra una percentuale di occupati dell’84,7% e la retribuzione mensile netta è di 1399 euro. Dopo cinque anni, il tasso di occupazione sale a oltre il 90% e il netto mensile cresce a 1639. C’è anche da segnalare la prospettiva di carriera, migliore altrove rispetto alle farmacie (nelle aziende chimiche e farmaceutiche, per esempio). Nel complesso, gli occupati nel settore sono 99mila e hanno un’età media di 41 anni: 75mila sono dipendenti e tra questi ultimi 57mila sono collaboratori. La quota è costituita in gran parte da donne (79%).

Rispetto al calo dei laureati, vanno considerati anche altri fattori. Il numero delle farmacie continua infatti ad aumentare. Il saldo tra aperture e chiusure in Germania, Gran Bretagna e Polonia è molto negativo, mentre è positivo in Spagna. In Italia il numero delle farmacie è in costante aumento a seguito delle nuove aperture determinate dallo svolgimento dei concorsi straordinari indetti dalle Regioni sulla base del Decreto Cresci Italia del 2012. Le farmacie in Italia presenti anche nei centri abitati con poche centinaia di abitanti. Le Regioni hanno infatti sfruttato la possibilità, prevista dalla legge, di aprire farmacie in zone disagiate e mal collegate, indipendentemente dal numero di abitanti. Dal 1975 a oggi si è registrato un aumento del 40%: a oggi si contano oltre 20 mila farmacie in tutta Italia.

In Italia operano inoltre 7.200 farmacie rurali, cioè farmacie situate in comuni o centri abitati con meno di 5.000 abitanti, che assistono una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. Un terzo delle farmacie esistenti, quindi, opera in piccoli comuni. Di queste, 4.400 sono farmacie rurali sussidiate, cioè farmacie situate in località con meno di 3.000 abitanti, che servono complessivamente oltre 5 milioni di persone.

Stando poi ai dati pubblicati ieri da Eurostat, dopo Malta l’Italia è seconda in Europa per numero di farmacisti in rapporto agli abitanti. “I dati dei laureati rispetto a quelli pubblicati da Eurostat sembrano essere apparentemente in controtendenza. In realtà questi dimostrano da una parte come la professione non sia affatto una casta chiusa in Italia, dall’altra si deve poi tenere conto del grande cambiamento che ha investito la professione negli ultimi anni. Grazie al lavoro portato avanti dalla Federazione oggi i farmacisti italiani possono svolgere oggi tutta una serie di nuove funzioni riconosciute anche nei percorsi laurea”, ha commentato il presidente della Fofi, Andrea Mandelli.

G.R.

24 Gennaio 2025

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