Certificati online: Milillo (Fimmg) a Troise (Anaao), dannoso giocare allo scaricabarile

Certificati online: Milillo (Fimmg) a Troise (Anaao), dannoso giocare allo scaricabarile

Certificati online: Milillo (Fimmg) a Troise (Anaao), dannoso giocare allo scaricabarile
Sui certificati on line è sempre bagarre. Questa volta lo scontro è tra la Fimmg e l’Anaao dopo le dichiarazioni del vicesegretario nazionale dell'Anaao-Assomed, Costantino Troise, che ha considerato  “più comodo e veloce per il cittadino appena dimesso dall’ospedale rivolgersi al medico di famiglia per ottenere il certificato di malattia". Milillo: “È inaccettabile, ognuno faccia la sua parte”.

“La burocrazia rappresenta un problema di tutta la professione medica, non c’è una categoria meno esposta di un’altra – spiega Milillo in una nota – ed è inevitabile che una certa quota non possa essere eliminata, ma ciascuno deve fare la sua parte”.
“I medici di famiglia – prosegue Milillo – sono professionisti medici che, come tutti gli altri, si occupano in primo luogo dell’ascolto e della cura della persona. Nessuno può pensare di ridurli a un ruolo di operatori informatici per conto delle più diverse strutture sanitarie”.
Per queste ragioni il numero uno della Fimmg ha invitato “il collega Troise, che peraltro conosciamo e stimiamo sia come medico che come sindacalista, a  riflettere anche sotto il profilo deontologico e giuridico sulla valenza delle sue affermazioni: il giudizio prognostico è di competenza del medico che ha effettuato la visita o  la prestazione e la certificazione di malattia rappresenta un momento di assunzione di responsabilità, anche sotto il profilo legale,  per ogni professionista”.
Siamo coscienti della improcrastinabilità del processo di modernizzazione del sistema – sottolinea Milillo – e stiamo favorendo in ogni sede i percorsi di automazione e deburocratizzazione, ma ciascuno deve fare la sua parte. Non possiamo più accettare di vedere un malato costretto a  rivolgersi, in condizione di particolare fragilità dopo le dimissioni da un reparto ospedaliero o da un pronto soccorso, al proprio medico di famiglia o alla postazione di guardia medica non per un consiglio, non per una visita, ma per un semplice invio telematico”.
“La carenza di personale di segreteria – conclude Milillo – è un problema di tutto il Servizio sanitario, ma lo è in modo particolarmente drammatico nella medicina di famiglia”.

10 Giugno 2010

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