Comparto. Carbone (Fials): “Subito un tavolo per l’istituzione dell’infermiere di famiglia”

Comparto. Carbone (Fials): “Subito un tavolo per l’istituzione dell’infermiere di famiglia”

Comparto. Carbone (Fials): “Subito un tavolo per l’istituzione dell’infermiere di famiglia”
Nonchè per gli esercenti le professioni della riabilitazione e di ostetrica. In una lettera inviata al Ministro della Salute, al Presidente della Conferenza delle Regioni e ai Presidenti degli Ordini delle Professioni Sanitarie, il Segretario Generale della Federazione chiede l’avvio delle trattative per accordi collettivi nazionali ad hoc

“A quarant’anni dall’avvio della Riforma Sanitaria la grande incompiuta rimane quella che era l’idea dominante della stessa legge 833/78 e cioè il potenziamento della sanità territoriale e la piena dignità in ogni campo con la sanità ospedaliera.
 
Così il Segretario Generale della Fials, Giuseppe Carbone, in una lettera inviata al Ministro della Salute, al Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e ai Presidenti degli Ordini delle Professioni Sanitarie.
 
“Per rilanciare questa idea forza – scrive Carbone – un ruolo determinate lo può e lo deve svolgere in particolare l’organizzazione distrettuale delle Cure Primarie ad iniziare dalla medicina generale, con modelli organizzativi e funzionali innovativi,  attraverso lo sviluppo di aggregazioni non solo di medici di famiglia o pediatri di libera scelta ma anche e soprattutto di equipe multiprofessionali e multidisciplinari, con la partecipazione di specialisti ambulatoriali, di professioni infermieristiche e riabilitative nonché psicologi, assistenti sociali ed operatori socio sanitari, il tutto per dar sostanza al giusto principio  della continuità delle cure.
 
In questo quadro di riferimento assume un ruolo primario nella nuova organizzazione del lavoro delle Cure Primarie, l’assistenza territoriale garantita dalle professioni infermieristiche dal ruolo del case manager infermieristico nella presa in carico di pazienti in condizioni croniche ad alta complessità o di non autosufficienza/disabilità e al profilo gestionale del personale infermieristico nel nuovo Ospedale di comunità.
 
Si ricorda che lo stesso Piano nazionale della cronicità fornisce una serie di indicazioni puntuali per il ruolo fondamentale dell’infermiere nella funzione di Care Management in collegamento con il tutor ospedaliero, fermo restando che la definizione del Piano di cura e il coordinamento clinico sono nella responsabilità medica.
 
Per dare concretezza e realizzare quanto sopra è ora che Governo e Regioni investano nel settore partendo dal presupposto che si tratta di investimento in grado di riequilibrare nel fondo sanitario il divario tra spesa ospedaliera e spesa territoriale a detrimento della prima e a vantaggio della seconda ad iniziare dalla generalizzazione a livello nazionale del modello di infermiere di famiglia/di comunità, già positivamente e da anni sperimentando in alcune Regioni”.
 
Un’organizzazione del lavoro interprofessionale siffatta, prosegue Carbone, prevede che il medico di medicina generale sia il “clinical manager” dei cittadini mentre l’infermiere sia il “care manager”, considerato che eseguita la  diagnosi e prescritta la  terapia, per il cittadino è altrettanto fondamentale e vitale essere, guidato e aiutato nei suoi bisogni di salute in forma  proattiva, competenze proprie  della professione infermieristica.
 
Per queste motivazioni, dichiara Carbone, si chiede formalmente l’apertura di un confronto con Governo e Regioni che porti all’apertura di un tavolo negoziale per la stipula di Accordi Collettivi Nazionali sia per l’istituzione dell’infermiere di famiglia che per le professioni sanitarie della riabilitazione nonché per l’ostetrica di comunità.

01 Febbraio 2019

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