Contratto dirigenza medica: le ragioni della ‘non firma’ della Fp Cgil Medici

Contratto dirigenza medica: le ragioni della ‘non firma’ della Fp Cgil Medici

Contratto dirigenza medica: le ragioni della ‘non firma’ della Fp Cgil Medici
Indennità esclusiva, applicazione delle sanzioni disciplinari e aumento della forbice tra incarichi professionali e gestionali. Queste le principali norme che sono alla base della ‘non firma’ della Fp Cgil Medici sul secondo biennio economico (2008-2009) del contratto della dirigenza medica e che sono illustrate dal Sindacato.

“Il 6 maggio 2010 – spiega la nota illustrativa (scaricabile in allegato) – sono stati definitivamente sottoscritti all’Aran gli Accordi per la sequenza contrattuale del CCNL del 17 ottobre 2008 e per il II biennio economico 2008 – 2009 della dirigenza medico –veterinaria. Il contratto non è stato firmato dalla FP CGIL Medici e dalla FPL UIL Medici, mentre tutte le altre organizzazioni sindacali dell’area dirigenziale medico-veterinaria hanno posto la loro firma, nonostante la compromissione del valore politico della indennità di esclusività”.
 
L’indennità di esclusività. “Dirimente per la nostra decisione finale di non firmare è stata la questione della esclusività” argomenta  la FpCgil Medici che ha sempre considerato “la valorizzazione, economica e professionale, della scelta di lavorare solo per il servizio pubblico uno dei pilastri della sua attività sindacale”.
L’organizzazione sottolinea poi di essere stata l’unica “a scioperare durante l’attuale Governo Berlusconi l’11 dicembre 2009, in primo luogo contro la Finanziaria 2010 perché non prevedeva la rivalutazione economica della indennità di esclusività. Abbiamo in tutti luoghi denunciato il devastante disegno politico del Governo, sostenuto dallo stesso Ministro della Salute Fazio, e dalla maggioranza in Parlamento, di annullare il valore politico della indennità di esclusività, estendendola a tutti, compresi i medici pubblici che svolgono attività libero professionale in studi privati, anche associati, e presso strutture private non convenzionate con il servizio sanitario nazionale”.
“Nel corso della trattativa – spiega la nota -è emersa la possibilità di inserirla nel monte salari, per poterne consentire la sua rivalutazione. Consapevoli che fino ad oggi, dopo 10 anni, non eravamo ancora riusciti ad ottenerne un suo aumento economico in finanziaria, abbiamo posto due condizioni a salvaguardia del suo valore politico: il suo inserimento nel monte salari avrebbe dovuto garantirne nel tempo la sua vita autonoma e non modificabile, insieme alla garanzia della sua rivalutazione economica in relazione ai futuri aumenti percentuali della massa salariale. Questa impostazione è stata condivisa dalla maggioranza delle altre oo.ss e nella notte finale è stata riproposta all’Aran, ma la parte pubblica l’ha categoricamente rifiutata”.
Le sanzioni disciplinari. Il recepimento nel contratto delle nuove sanzioni disciplinari imposte dalla iniqua legge del Ministro Brunetta (Dlgs 150/09) – 13 pagine su 22 della parte normativa – rappresenta un ulteriore elemento negativo per la Cgil. “Abbiamo comunque ottenuto, insieme alle altre oo.ss, – afferma l’Associazione –  l’esclusione delle responsabilità dirigenziali (relative agli obbiettivi assegnati, alle capacità professionali, prestazioni e competenze organizzative dei dirigenti) già disciplinate dall’articolo 15/ter del Dlgs 502 del 1992.
Al fine di limitare l’arbitrarietà delle sanzioni, abbiamo acquisito che l’irrogazione delle sanzioni deve basarsi su “elementi certi ed obbiettivi” e che le contestazioni iniziali devono essere specifiche, tempestive e devono contenere l’esposizione chiara e puntuale dei fatti, in concreto verificatesi”. Per la Cgil, però, buoni risultati si sono avuti “anche con la reintegrazione in servizio, dalla data della sentenza, del dirigente illegittimamente o ingiustificatamente licenziato. Al dirigente spetta, inoltre, il trattamento economico che sarebbe stato corrisposto nel periodo di licenziamento. Si tratta di risultati importanti, ottenuti con la compattezza di tutte le sigle sindacali, ma limitati dalla legge Brunettiana che la FPCGIL Medici continuerà a contrastare”. “Il principio della punizione e non del merito – critica aspramente il Sindacato – è profondamente sbagliato e non funziona per la sanità dove rischia di alimentare un clima di divisione quando invece l’arma vincente deve essere la collaborazione.
 
Aumento della forbice tra incarichi professionali e gestionali. Un’altra delle ragioni per la quale la Cgil non ha firmato il biennio contrattuale 2004 -2005 ed ha apposto solo una firma “tecnica” al biennio 2006 – 2007 risiede nella insufficiente valorizzazione professionale dei medici e dei veterinari privi di incarichi gestionali. “Al momento decisivo dell’assegnazione – argomenta la Fp Cgil Medici – delle risorse contrattuali, queste sono state destinate in percentuale maggiore agli incarichi di struttura complessa e semplice, dimenticando gli impegni di valorizzare la professionalità di tutti gli altri medici e veterinari”. E anche nel nuovo articolato, nonostante le ‘promesse’, non vi sono state novità in senso positivo. “Tutte le bozze del nuovo contratto 2008-2009 presentate dall’Aran – specifica la nota – contenevano un articolo nel quale le parti si dava atto dell’opportunità di avviare, nell’ambito della contrattazione nazionale, un processo di allineamento graduale delle retribuzioni di posizione minime unificate contrattuali dei dirigenti con incarichi professionali e gestionali, con particolare riguardo alla pari dignità ed importanza di tutte le tipologie di incarico”. “Ebbene, nella notte finale della trattativa l’articolo – spiega la Cgil –  è stato retrocesso a dichiarazione congiunta e dai numeri non risulta nessun avvicinamento delle posizioni, anzi, seppur lievemente, la forbice continua ad aumentare”.
Di seguito e per un approfondimento più dettagliato potete scaricare la nota illustrativa integrale sui motivi che hanno spinto la Cgil a non sottoscrivere l’ultimo CCNL.
 
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12 Maggio 2010

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