“Contributo all’Enpaf è a fondo perduto. Iscrizione diventi facoltativa”. Farmacista scrive a Poletti, Damiano, Croce e Boeri

“Contributo all’Enpaf è a fondo perduto. Iscrizione diventi facoltativa”. Farmacista scrive a Poletti, Damiano, Croce e Boeri

“Contributo all’Enpaf è a fondo perduto. Iscrizione diventi facoltativa”. Farmacista scrive a Poletti, Damiano, Croce e Boeri
Per poter lavorare, noi farmacisti dipendenti siamo costretti ad iscriverci all'Ordine e all'Enpaf pur essendo già obbligatoriamente iscritti all'Inps in quanto dipendenti. Bene, io sono iscritta all’Enpaf dal 1982 ed ho riscattato gli anni di laurea presso l'ente nel settembre dello stesso anno. Ho scoperto solo recentemente, quando mi sono recata al patronato per fare i conteggi, che questo riscatto non è utile ai fini dell'anzianità contributiva. Una follia

Pubblichiamo la lettera aperta di una farmacista dipendente di una farmacia privata di Forlì, indirizzata al Ministro Poletti, all'Onorevole Damiano, all'ENPAF, all'INPS.


 


Sono Daniela Imolesi Casadei, ho 58 anni e lavoro come farmacista dipendente in una farmacia privata di Forlì. Lei sa che, per poter lavorare, noi farmacisti dipendenti siamo costretti ad iscriverci all'Ordine dei farmacisti e all'Enpaf (ente nazionale previdenza e assistenza farmacisti), pur essendo già obbligatoriamente iscritti all'Inps in quanto lavoratori dipendenti. Bene, io sono iscritta all'ENPAF dal 25/06/1982 ed ho riscattato gli anni di laurea presso l'ente nel settembre dello stesso anno.

Ho scoperto solo recentemente, quando mi sono recata al patronato per fare i conteggi, che questo riscatto non è utile ai fini dell'anzianità contributiva. Ma come! Già è una follia, per noi dipendenti iscritti all'INPS, essere costretti a versare annualmente una parte della nostra retribuzione ad un ente che mai avremmo scelto liberamente: se a questo aggiungiamo i cambiamenti peggiorativi che nel corso dei decenni l'ENPAF ha perpetrato nei nostri confronti, vien voglia di urlare.

Le chiedo, Onorevole, di intervenire per risolvere questa situazione ed in particolare perché sia:

– riconosciuto, ai fini dell'anzianità contributiva, il riscatto degli anni di laurea effettuato presso l'Enpaf;

– perché sia data la possibilità, agli iscritti che lo richiedano, di distaccarsi dall'Enpaf e di utilizzare i contributi versati per coprire gli eventuali "buchi" presenti nella contribuzione Inps;

– perché l'iscrizione all'ENPAF diventi facoltativa, salvando in questo modo i giovani farmacisti che, per cercare lavoro in farmacia, sono costretti a versare nelle casse dell'Enpaf un contributo di solidarietà (!) che non è utile ai fini della pensione ma a fondo perduto.
 
Daniela Imolesi Casadei
Farmacista dipendente

07 Luglio 2016

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