Crisi sanitarie. PGEU: “Farmacie avamposto strategico, ma servono risorse e integrazione”

Crisi sanitarie. PGEU: “Farmacie avamposto strategico, ma servono risorse e integrazione”

Crisi sanitarie. PGEU: “Farmacie avamposto strategico, ma servono risorse e integrazione”

In un documento, l’associazione dei farmacisti europei presenta un nuovo sottolinea il ruolo della rete delle oltre 200mila farmacie sul territorio. “Le farmacie sono accessibili e affidabili anche quando i sistemi sanitari sono sotto pressione. Ma per esprimere al meglio il loro potenziale servono investimenti e azioni mirate. IL DOCUMENTO

I farmacisti di comunità sono tra i professionisti sanitari a cui è più facile accedere in Europa e supportano quotidianamente i pazienti attraverso una rete di oltre 200.000 farmacie in 33 paesi europei. Per questo il loro ruolo è strategico, anche in caso di eventuali emergenze sanitarie. Lo hanno sottolineato i farmacisti europei della PGEU che, in occasione della sua Conferenza annuale a Breslavia, hanno presentato un nuovo Position Paper sul tema della preparazione operativa sanitaria dell’Europa, dove sottolineano come le farmacie di comunità e i farmacisti possano ulteriormente rafforzare la capacità dell’Europa di prevenire, prepararsi e rispondere alle crisi sanitarie.

“Le recenti crisi – argomenta il PGEU in una nota – hanno messo in luce le vulnerabilità strutturali dei sistemi sanitari europei, dalle pandemie ed epidemie alla carenza di farmaci, dalle interruzioni informatiche ed energetiche ai disastri naturali e agli spostamenti di popolazione dovuti a guerre. Nonostante queste difficoltà, le farmacie di comunità sono rimaste aperte e hanno continuato a fornire supporto a pazienti e comunità. I farmacisti hanno garantito la continuità delle cure, sostenuto le campagne di vaccinazione e di test, contribuito a gestire le carenze, fornito consulenza sanitaria e facilitato l’accesso a medicinali, contromisure mediche, diagnostica e dispositivi di protezione individuale. Queste esperienze hanno dimostrato che la rete delle farmacie di comunità è una componente vitale della capacità di preparazione e risposta sanitaria dell’Europa”.

Il presidente della PGEU, Mikolaj Konstanty, ha ribadito e sottolineato come “i farmacisti di comunità europei sono una parte fondamentale della preparazione sanitaria. Sono accessibili, affidabili e presenti in ogni comunità, anche quando i sistemi sanitari sono sotto pressione. Le recenti crisi hanno dimostrato che i farmacisti possono contribuire a mantenere la continuità delle cure, sostenere gli interventi di sanità pubblica, comunicare informazioni affidabili e alleggerire la pressione su altre componenti del sistema sanitario. Tuttavia, questo potenziale può essere pienamente sfruttato solo se le farmacie sono formalmente integrate nella programmazione delle emergenze, dotate di risorse adeguate e messe in condizione di agire”.

La Conferenza annuale della PGEU ha riunito responsabili politici europei e nazionali, professionisti sanitari, autorità sanitarie pubbliche e membri della PGEU per discutere il ruolo dei farmacisti di comunità nelle emergenze e come garantire la preparazione dei sistemi sanitari europei. Tra i relatori e i partecipanti al panel figuravano rappresentanti della Commissione europea, della DG HERA, della DG ECHO, del Parlamento europeo, di Vaccines Europe, del Comitato permanente dei medici europei, del governo polacco, dell’Istituto militare di medicina e delle organizzazioni farmaceutiche nazionali.

Per rafforzare la preparazione sanitaria europea, la PGEU chiede:

  • L’inclusione formale dei farmacisti di comunità nei piani operativi strategici di risposta alle emergenze e alle crisi. Cioè “garantire che farmacie e farmacisti siano integrati nelle strutture di governance delle emergenze, nei piani di preparazione, nelle strategie di risposta alle crisi e nei processi decisionali.
  • Un quadro europeo proporzionato e coordinato per le scorte di emergenza: “Occorre ottimizzare le scorte di medicinali e dispositivi medici essenziali attraverso un approccio razionale, specifico per prodotto e coordinato che eviti duplicazioni, sprechi e pressioni inutili sulla catena di approvvigionamento”.
  • L’ampliamento del campo di competenza dei farmacisti. Vuol dire “consentire ai farmacisti di supportare la risposta alle emergenze, la vaccinazione, i test, la gestione delle carenze, la continuità delle cure e la fornitura sicura di contromisure mediche quando i sistemi sanitari sono sotto pressione”.
  • Migliore utilizzo dei dati aggregati delle farmacie: “E’ possibile sfruttare i dati delle farmacie per migliorare la preparazione, gli acquisti collaborativi e la gestione delle carenze, evitando al contempo ulteriori oneri amministrativi e nel pieno rispetto dei requisiti di protezione dei dati, riservatezza e privacy”.
  • Azioni mirate per migliorare la disponibilità di contromisure mediche, di diagnostica, di terapie e di dispositivi di protezione individuale: “Occorre rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento, migliorare la comunicazione sulle carenze e garantire la disponibilità dei prodotti essenziali quando sono più necessari durante le crisi”.
  • Integrazione delle farmacie nelle strategie di comunicazione del rischio al pubblico: “Valorizzare i farmacisti come professionisti sanitari di fiducia per fornire informazioni basate su evidenze scientifiche, contrastare la disinformazione e supportare l’adesione del pubblico alle raccomandazioni sanitarie durante le emergenze”.
  • Rafforzare la collaborazione interprofessionale nella preparazione alle emergenze: “Potenziare la cooperazione strutturata tra farmacisti di comunità, medici, farmacisti ospedalieri, infermieri, autorità sanitarie pubbliche e servizi di emergenza prima, durante e dopo le crisi”.

“La preparazione sanitaria dell’Europa – sottolinea il PGEU – dipende da sistemi di assistenza primaria resilienti, accessibili e ben integrati. Le farmacie di comunità sono pronte a contribuire a una risposta alle crisi più forte, coordinata e incentrata sul paziente, ma ciò richiede un riconoscimento formale, risorse sostenibili e un concreto potenziamento del loro ruolo”.

04 Giugno 2026

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