Decreto PA. Cgil, Cisl e Uil: “Da norme su graduatorie conseguenze pesantissime per gli enti del Ssn”

Decreto PA. Cgil, Cisl e Uil: “Da norme su graduatorie conseguenze pesantissime per gli enti del Ssn”

Decreto PA. Cgil, Cisl e Uil: “Da norme su graduatorie conseguenze pesantissime per gli enti del Ssn”
"Non solo verrà sancita la drastica riduzione del numero degli idonei - circoscrivendola entro il 20% del numero di posti messi a concorso - e limitato lo scorrimento delle graduatorie solo ai casi di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente ma, di fatto, verrà inibita a tutte le Pubbliche Amministrazioni anche la possibilità di poter attingere per le assunzioni alle graduatorie di altri Enti. Questo determinerà conseguenze pesantissime per gli enti del Ssn", scrivono i sindacati.

“Se tale modifica passerà anche l’esame del Senato, non solo verrà sancita la drastica riduzione del numero degli idonei – circoscrivendola entro il 20% del numero di posti messi a concorso – e limitato lo scorrimento delle graduatorie solo ai casi di rinuncia all’assunzione o di dimissioni del dipendente ma, di fatto, verrà inibita a tutte le Pubbliche Amministrazioni anche la possibilità di poter attingere per le assunzioni alle graduatorie di altri Enti”-

Questo l’allarme sul decreto PA lanciato da Fp Cgil, Fp Cisl e Fp Uil in una lettera indirizzata ai ministri Zangrillo, Calderoli e Schillaci oltre che al presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga.

“Considerati in particolare i lunghi tempi necessari per l’espletamento dei concorsi, questa norma – se confermata in Legge – determinerà conseguenze pesantissime per tutti gli Enti della P. A. ed in particolare per le Aziende e gli Enti del SSN i quali, già in stato di grave e certificata carenza di organico di personale (sanitario, socio-sanitario, tecnico e amministrativo) non potendo attingere alle graduatorie di merito già disponibili a livello nazionale, saranno costrette ad avviare nuovi concorsi con serio pregiudizio sia per i tempi di erogazione dei LEA, sia per l’inutile aumento dei costi a carico delle stesse Amministrazioni”, spiegano i sindacati.

“Questo provvedimento – si legge nella lettera – sarebbe a maggior ragione grave e preoccupante per un Sistema Sanitario Nazionale che necessità di un sostanzioso potenziamento di organico anche per poter dare concrete gambe agli investimenti in infrastrutture previsti dal PNRR per il rilancio della dimensione territoriale dell’assistenza sanitaria (istituzione di Case ed ospedali di comunità, Centrali Operative territoriali, strutture e reti di telemedicina). Per fare funzionare queste strutture serve personale sanitario, tecnico, professionale e amministrativo”.

“Sulla base di quanto sopra, chiediamo al Legislatore in primis di non confermare nel passaggio al Senato tale norma. In subordine, nel caso in cui non vi fossero i tempi tecnici necessari in vista della scadenza del termine di conversione, chiediamo di prevederne l’abrogazione attraverso il primo provvedimento di legge utile e di emanare, nelle more, una circolare che nell’immediato senza soluzione di continuità faccia salve le graduatorie degli idonei vigenti per non arrestare neanche per un giorno il percorso di potenziamento della Pubblica Amministrazione, ed in particolare del Ssn”, concludono.

14 Giugno 2023

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