Dermatologia. Dalla SIDeMaST appello alla politica: “Inserire nei Lea la total body photography e la microscopia confocale”

Dermatologia. Dalla SIDeMaST appello alla politica: “Inserire nei Lea la total body photography e la microscopia confocale”

Dermatologia. Dalla SIDeMaST appello alla politica: “Inserire nei Lea la total body photography e la microscopia confocale”

I dermatologi chiedono anche interventi su governance territoriale-ospedaliera e sviluppo di telemedicina e IA. Le richieste in vista del 99° Congresso Nazionale della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse dal titolo “Innovazione e Ricerca: il Futuro della Dermatologia” in programma a Rimini dal 21 al 24 aprile

Inserire nei Lea tecnologie fondamentali per la diagnosi precoce, riorganizzare l’integrazione tra territorio e ospedale e investire su telemedicina e intelligenza artificiale.

È questo l’appello che la SIDeMaST rivolge alla politica in vista del 99° Congresso Nazionale della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse dal titolo “Innovazione e Ricerca: il Futuro della Dermatologia”, in programma a Rimini dal 21 al 24 aprile.

“Tecnologie come la Total Body Photography o la microscopia confocale sono già previste dalle linee guida europee e italiane e rappresentano strumenti fondamentali per la diagnosi precoce delle malattie della pelle – spiega Giovanni Pellacani, Presidente SIDeMaST, Direttore Uoc di Dermatologia Policlinico Umberto I e Prof. Ordinario Università La Sapienza di Roma – ma non sono ancora inserite nei LEA e non sono adeguatamente supportate dal sistema, che fatica a investire cifre relativamente contenute, tra i 50 e i 100 mila euro, quindi sostenibili per le aziende sanitarie, anche a fronte di studi che dimostrano il beneficio in salute e risparmio generato per il Sistema Sanitario quando queste metodiche vengono impiegate”.

Accanto al tema dei Lea, la SIDeMaST richiama l’attenzione anche sulle criticità organizzative che incidono sull’accesso alle cure. “La dermatologia – spiega ancora Giovanni Pellacani – è una disciplina fondamentale, estremamente complessa e sempre più richiesta dai cittadini. Serve una risposta strutturata e omogenea sul territorio, che rafforzi il ruolo della dermatologia nei percorsi assistenziali e garantisca un accesso equo e tempestivo alle terapie più avanzate, anche e soprattutto con l’aiuto delle nuove tecnologie, della telemedicina e dell’intelligenza artificiale”.

Tra i nodi principali, c’è proprio la separazione tra territorio e ospedale: “Oggi esiste una separazione ancora troppo marcata tra dermatologia territoriale e ospedaliera, che limita la crescita professionale e crea disuguaglianze nell’accesso alle cure. Un esempio: se sul territorio non posso utilizzare farmaci o strumenti innovativi, posso anche partecipare a congressi e studiarli, ma non acquisirò mai pienamente competenze su utilizzo, rischi, benefici e indicazioni d’uso specifiche. La dermatologia è, per sua natura, una disciplina integrata tra ambulatorio e ospedale: superare questa frattura è quindi essenziale per garantire qualità e appropriatezza”.

Altro fronte riguarda l’attrattività del sistema pubblico: “Occorrono modelli organizzativi più flessibili, sostenibili, intervenendo anche su monte ore e compensi, in grado di valorizzare le competenze e rispondere alle esigenze dei dermatologi; altrimenti il rischio è una progressiva perdita di attrattività del settore pubblico nei confronti del più remunerativo e flessibile settore privato” evidenzia il presidente della SIDeMaST,

In un quadro più ampio di riforma del sistema, i dermatologi chiedono quindi un riconoscimento concreto del valore della dermatologia e delle sue professionalità. “A partire dalla riorganizzazione della governance territoriale-ospedaliera, continuando con il riconoscimento di codici LEA per le nuove tecnologie e la loro sistematica introduzione e utilizzo (almeno nei centri ospedalieri), per finire alla implementazione della teledermatologia e impiego di intelligenza artificiale in supporto al medico, significa migliorare la qualità dell’assistenza e tutelare la salute dei pazienti in una ottica di efficienza costo-beneficio” conclude il Presidente Pellacani.

Le richieste arrivano alla vigilia di un Congresso che si presenta come snodo strategico per la disciplina. Dall’intelligenza artificiale alla medicina personalizzata, fino alle nuove terapie biologiche e alle tecnologie digitali, con focus su tumori cutanei e malattie infiammatorie croniche, i temi al centro della quattro giorni riminese che riunirà clinici, ricercatori ed esperti.

“Il 99° Congresso SIDeMaST sarà un’occasione fondamentale per riflettere sulla direzione che sta prendendo la dermatologia e sulle sfide che ci attendono nei prossimi anni. Oggi innovazione e ricerca non sono più una prospettiva futura, ma una realtà concreta che sta già trasformando diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti” sottolineano i Presidenti del Congresso, Maria Concetta Fargnoli, Professore Ordinario di Dermatologia e Venereologia e Direttore Scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma, e Paolo Amerio, Professore Ordinario di Dermatologia e Venereologia e Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Ampio spazio sarà dedicato alle tecnologie emergenti e al loro impatto su diagnosi precoce, personalizzazione dei trattamenti e organizzazione dei percorsi assistenziali. Il programma, articolato in simposi, sessioni interattive e letture magistrali, punta a rafforzare il dialogo tra ricerca e pratica clinica.

“Il programma del 99° Congresso SIDeMaST – spiega la Prof.ssa Maria Concetta Fargnoli – è stato costruito con l’obiettivo di rappresentare la dermatologia nella sua interezza, valorizzandone la pluralità di competenze, contesti clinici e bisogni assistenziali. Dalla gestione ambulatoriale delle condizioni più comuni fino ai percorsi diagnostico-terapeutici più complessi e multidisciplinari, il Congresso intende offrire una lettura completa e aggiornata della disciplina”.

“Abbiamo voluto dedicare un’attenzione particolare alle nuove generazioni – sottolinea il Prof. Paolo Amerio – perché saranno loro a interpretare la dermatologia dei prossimi anni in un contesto profondamente diverso, segnato da innovazione scientifica, trasformazione digitale e nuovi bisogni assistenziali. Coinvolgere i giovani significa non solo valorizzarne entusiasmo e competenze, ma anche farli appassionare sempre di più alla disciplina, alla gestione della patologia dermatologica e alla presa in carico dei pazienti più complessi”.

Con quasi un secolo di storia, il Congresso SIDeMaST si conferma così come uno dei principali appuntamenti scientifici della dermatologia italiana, in una fase di profonda trasformazione della disciplina, sempre più centrale per il Servizio sanitario nazionale per la diffusione delle patologie cutanee e la crescente domanda di assistenza.

17 Aprile 2026

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