Disforia di genere. Allarme delle società scientifiche: “Il ddl 2575 limiti l’accesso alle cure per i minori”

Disforia di genere. Allarme delle società scientifiche: “Il ddl 2575 limiti l’accesso alle cure per i minori”

Disforia di genere. Allarme delle società scientifiche: “Il ddl 2575 limiti l’accesso alle cure per i minori”

Le principali società scientifiche italiane chiedono la revisione del ddl avvertendo che rischia di limitare gravemente l'accesso alle cure per i minori transgender.

Le principali società scientifiche e associazioni italiane attive nel campo della disforia di genere lanciano un appello unitario e preoccupato al Parlamento. Chiedono una profonda revisione e integrazione del disegno di legge 2575 – “Disposizioni per l’appropriatezza prescrittiva e il corretto utilizzo dei farmaci per la disforia di genere” – in corso di esame, affinché sia allineato alle indicazioni del Consiglio d’Europa e riconosca all’assistenza sanitaria per le persone transgender e gender diverse (TGD) “la natura di cura che deve perseguire e promuovere il benessere delle persone stesse, senza essere condizionato da ideologie”.

In una nota congiunta, le sette società firmatarie – tra cui spiccano la Società Italiana di Endocrinologia (Sie), la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) e l’Osservatorio Nazionale Identità di Genere (Onig) – evidenziano diverse criticità sostanziali del testo legislativo, che a loro giudizio “rischia di limitare fortemente l’accesso alle cure sanitarie per le persone minorenni Tgd”.

Le richieste della comunità scientifica

– Riferimento alle linee guida internazionali: Le società chiedono che il Ddl si basi sulle Linee Guida scientifiche già esistenti, in primis quelle dell’Endocrine Society (2017) e quelle più recenti (2025) della German Society for Child and Adolescent Psychiatry, Psychosomatics and Psychotherapy (DGKJP). Si citano anche le indicazioni del gruppo di lavoro europeo ENDO-ERN. Questi documenti, pur riconoscendo la necessità di più ricerca, evidenziano i dati favorevoli finora raccolti sugli interventi medici e forniscono indicazioni per una presa in carico che bilanci complessità adolescenziale, diritto alla salute e autodeterminazione.

– Quadro europeo incompleto: Le società criticano il fatto che nella relazione al DDL si menzionino solo i Paesi europei che hanno adottato orientamenti restrittivi, trascurando di citare nazioni come Spagna, Olanda, Francia, Belgio o Germania, che hanno invece confermato o aggiornato i loro sistemi, garantendo l’accesso alle cure per i minorenni.

– Rispettare le raccomandazioni del Consiglio d’Europa: Il testo legislativo, secondo i firmatari, dovrebbe tener conto delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa, le quali sottolineano la necessità per gli Stati membri di garantire l’accesso all’assistenza specifica per le persone TGD indipendentemente dall’età e di coinvolgere le persone TGD e le loro famiglie nello sviluppo delle politiche che le riguardano.

– Mantenere la determina Aifa 21756/2019 in attesa dei protocolli: Punto cruciale della richiesta riguarda la governance delle cure nell’immediato. Le società scientifiche chiedono che, in attesa della definizione dei nuovi protocolli ministeriali, si continui a fare riferimento alla determinaifa n. 21756/2019, che già fornisce criteri prescrittivi precisi e tutelanti per i minorenni, inclusa la valutazione da parte di un bioeticista. Rendere obbligatorio l’assenso del Comitato Etico Nazionale (Cen) per le sperimentazioni pediatriche per ogni singolo caso – avvertono – causerebbe un grave rallentamento nell’accesso agli interventi medici. Un ritardo particolarmente critico per farmaci come la triptorelina (che blocca lo sviluppo puberale), poiché «lo sviluppo puberale procederebbe nell’attesa di tale parere», con potenziali conseguenze psicologiche e fisiche irreversibili.

L’appello è sostenuto da un cartello di associazioni che rappresentano il cuore della medicina endocrinologica, pediatrica, sessuologica e ginecologica italiana specializzata in questo ambito: Acp (Associazione Culturale Pediatri), Fiss (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica), Onig (Osservatorio Nazionale Identità di Genere), Siams (Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), Sie (Società Italiana di Endocrinologia), Siedp (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica), Sigia (Società Italiana Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza), Sigis (Società Italiana Genere, Identità e Salute).

La mobilitazione della comunità scientifica pone il Parlamento di fronte a una scelta: procedere con un impianto normativo che molti esperti considerano sbilanciato e potenzialmente dannoso, o avviare un confronto per integrare il testo, allineandolo sia alle evidenze scientifiche internazionali sia agli standard di tutela dei diritti umani richiesti dalle istituzioni europee.

10 Dicembre 2025

© Riproduzione riservata

Sciopero medici di famiglia. Onotri (Smi): “Adesione alta, mobilitazione da Nord e Sud”
Sciopero medici di famiglia. Onotri (Smi): “Adesione alta, mobilitazione da Nord e Sud”

È “alta” l’adesione allo sciopero e alla mobilitazione indetti dal Sindacato medici Italiani (Smi) contro l’Accordo stralcio sulle Case della comunità dello scorso giugno e contro il ruolo unico in...

Verso la Manovra. Fimmg: risorse e ACN, ora basta rinvii
Verso la Manovra. Fimmg: risorse e ACN, ora basta rinvii

La medicina generale mette nero su bianco le proprie priorità in vista della legge di bilancio 2027. Il Consiglio nazionale della FIMMG, riunito a Roma il 12 settembre, ha approvato...

Borse di studio per specializzandi non medici. Sivemp: “Sono ancora insufficienti”
Borse di studio per specializzandi non medici. Sivemp: “Sono ancora insufficienti”

“La pubblicazione del decreto interministeriale del 31 luglio 2026 che finanzia 1.520 borse per le scuole di specializzazione dell'area sanitaria non medica rappresenta un passo avanti per centinaia di medici...

Turismo dentale. Andi sostiene la battaglia a Bruxelles: “Servono norme, non proclami”
Turismo dentale. Andi sostiene la battaglia a Bruxelles: “Servono norme, non proclami”

L’Associazione sostiene gli emendamenti presentati al Parlamento europeo per rafforzare informazione e tutele per chi sceglie cure odontoiatriche nei Paesi extra-UE. Tra le proposte, contrasto alla pubblicità ingannevole, monitoraggio di...