Enrico Zanalda eletto nuovo presidente Società italiana di Psichiatria. “In Italia poche risorse pubbliche e troppe fake news”

Enrico Zanalda eletto nuovo presidente Società italiana di Psichiatria. “In Italia poche risorse pubbliche e troppe fake news”

Enrico Zanalda eletto nuovo presidente Società italiana di Psichiatria. “In Italia poche risorse pubbliche e troppe fake news”
Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Torino 3, Zanalda succede a Bernardo Carpiniello. E il nuovo presidente lancia subito l’alert: “In Italia si investe solo il 3,5% del budget della sanità per il settore della salute mentale, a fronte di medie del 10-15% di altri grandi paesi europei. Questo significa lasciare sguarniti di personale i servizi, che attualmente hanno un deficit di operatori che va dal 25 al 75% in meno dello standard”. Allarme anche per le fake news sulla salute mentale e nella gestione delle emergenze.

Con circa 1500 partecipanti, 480 relatori, 100 sessioni, settanta poster, oltre 30 sponsor, parte un nuovo triennio di presidenza per la Società Italiana di Psichiatria. il primo di due che avvieranno la società scientifica a festeggiare i 150 anni. A ricevere le redini da Bernardo Carpiniello è Enrico Zanalda, che quotidianamente dirige il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Torino 3 e che è stato eletto come nuovo presidente.
 
“Tutto – si legge in una nota – è avvenuto nel segno della continuità progettuale, pur in uno scenario politico completamente mutato e probabilmente non destinato a restare tale. Uno scenario nel quale il confronto dovrà essere serrato per cercare di portare le risorse da dedicare alla psichiatria a livello di quelle previste in altri paesi europei. L’Italia, infatti, investe solo il 3,5% delle risorse sanitarie in questo ambito rispetto al 15% degli altri Paesi europei. Il futuro della psichiatria italiana si incanala comunque su 5 binari principali: mantenere la natura della SIP come società scientifica di incontro e confronto tra psichiatri operanti in tutti i diversi settori della psichiatria, difendere il ruolo sanitario dello psichiatra rispetto alla richiesta di controllo sociale, migliorare e definire i termini di utilizzo dei TSO, aiutare tutti gli psichiatri a ridurre la distanza che separa i risultati della ricerca clinica dalla pratica terapeutica, intervenire nei processi decisionali delle politiche sanitarie, lottare contro le fake news che in psichiatria sono ormai cosi diffuse da rasentare un pericolosissimo ritorno al passato. Resta aperto il tema delle risorse che la sanità pubblica destina alla psichiatria, enormemente inferiori ad altri Paesi Europei, pur di fronte ad un costante aumento del numero e delle tipologie delle patologie psichiatriche, destinate ad aumentare fino a salire al primo posto del podio nel prossimo decennio, spodestando quelle cardiovascolari. Risorse che anche il ministro Giulia Grillo, in aperura di congresso, ha definito insufficienti”.
 
“In questi 40 anni – spiega Zanalda – è stata creata in Italia una vasta e capillare rete di strutture psichiatriche, articolata in 163 Dipartimenti di Salute Mentale, 1460 strutture territoriali, 2284 Strutture residenziali che ospitano oltre 30 mila persone, 899 strutture semiresidenziali, 285 Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura Ospedalieri, per un totale di 3623 posti letto con altre 22 Unità ospedaliere accreditate per ulteriori 1148 posti letto. Questo sistema garantisce ogni anno assistenza a oltre 800 mila persone grazie all’impegno e alla dedizione di circa trentamila operatori, che troppo spesso vengono lasciati soli di fronte all’immane e crescente onere di responsabilità e impegno che grava su di essi, talora anche al prezzo di notevoli rischi personali. Tutto questo nonostante in Italia si investa solo un misero 3,5% del budget della sanità per il settore della salute mentale, a fronte di medie del 10-15% di altri grandi paesi europei come Francia, Germania, Spagna, Regno Unito. Questo significa lasciare sguarniti di personale i servizi, che attualmente hanno un deficit di operatori che va dal 25 al 75% in meno dello standard previsto di 1 operatore ogni 1500 abitanti in 14 regioni/province autonome su 21. Operatori che sono spesso vittime di aggressioni e violenze che spesso nulla hanno a che fare con le malattie mentali, perché commesse da persone con precedenti penali e sotto effetto di sostanze, portati di peso all’attenzione dello psichiatra nei pronto soccorso”.
 
Allarme anche nel campo delle fake news. “Nel nostro ambito – aggiunge Zanalda – facilmente circolano convinzioni palesemente errate, espresse improvvidamente anche da soggetti con ruoli istituzionali di primo piano. Come già avvenuto, è compito della Società di Psichiatria intervenire nel dibattito pubblico dove possa essere fraintesa la professionalità degli psichiatri o vengano sostenute posizioni scientificamente infondate sulle patologie mentali”. 
 
Risulta che nella pratica quotidiana vi sia un incremento di richieste di controllo sociale agli psichiatri. “Non è infrequente – prosegue il presidente – che persone fermate per aver commesso dei reati vengano accompagnate in pronto soccorso per essere ‘controllate’ dallo psichiatra, invece di essere affidate alle forze deputate all’ordine pubblico e al rispetto delle leggi come la Polizia e la magistratura. Inoltre, le stazioni di Polizia o dei Carabinieri segnalano sempre più frequentemente ai servizi di psichiatria territoriale situazioni di anomalie comportamentali che ‘ad un loro approssimativo parere’ potrebbero essere di nostra competenza. Troppo sovente ci si dimentica che il comportamento delle persone solo in alcuni specifici casi viene condizionato dalla malattia mentale. Sul comportamento delle persone influiscono, infatti, maggiormente il carattere, l’educazione, le circostanze ambientali e soprattutto la volontà del soggetto a perseguire il fine che si prefigge. Comprendere questo è compito di periti del tribunale e non certamente dell’uomo della strada o del funzionario di pubblica sicurezza che, probabilmente anche in buona fede, attribuisce delle competenze improprie agli psichiatri”.

17 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Infermieri indiani. Fnopi: “Riconoscimento titolo di studio, conoscenza italiano con esame e iscrizione all’Ordine”
Infermieri indiani. Fnopi: “Riconoscimento titolo di studio, conoscenza italiano con esame e iscrizione all’Ordine”

Queste le istanze fondamentali per la Federazione. “La prevista istituzione di un Comitato congiunto di coordinamento ci auguriamo vada proprio in questa direzione” ha sottolineato la presidente Mangiacavalli “Sugli infermieri...

Legalità. Anelli (Fnomceo): “Rispettare le regole significa proteggere le persone”
Legalità. Anelli (Fnomceo): “Rispettare le regole significa proteggere le persone”

Una Scuola di Alta Formazione, rivolta ai medici, capace di orientare la professione verso una concezione della sanità come infrastruttura pubblica di comunità, fondamento di equità e coesione sociale. È...

Farmaci e crisi umanitarie, la FIP porta all’Assemblea Mondiale della Sanità il ruolo chiave dei farmacisti
Farmaci e crisi umanitarie, la FIP porta all’Assemblea Mondiale della Sanità il ruolo chiave dei farmacisti

“Affrontare l'impatto delle crisi complesse sulla salute globale attraverso un accesso sicuro e sostenibile ai farmaci e rafforzare il contributo dei servizi farmaceutici all'azione umanitaria”. È questo il tema su...

Specializzandi non medici: “Il DPCM sulle borse lascia irrisolti nodi fondamentali. Confermata la mobilitazione”
Specializzandi non medici: “Il DPCM sulle borse lascia irrisolti nodi fondamentali. Confermata la mobilitazione”

“Il DPCM approvato in data 20 febbraio 2026 e reso noto con tre mesi di ritardo il 20 maggio 2026 relativo al riparto delle risorse per le borse di studio...