Farmacie: Racca (Federfarma) difende il ddl Tomassini/Gasparri e la categoria si spacca

Farmacie: Racca (Federfarma) difende il ddl Tomassini/Gasparri e la categoria si spacca

Farmacie: Racca (Federfarma) difende il ddl Tomassini/Gasparri e la categoria si spacca
Alcune associazioni di farmacisti reagiscono alle parole della presidente di Federfarma, Annarosa Racca, secondo la quale il disegno di legge Tomassini-Gasparri sul riordino del servizio farmaceutico “non fa altro che fare un piccolo passo avanti, consentendo la vendita di medicinali da banco anche negli esercizi commerciali, senza farmacista”. Fofi: "Polemiche inutili se non addirittura dannose”.

Hanno sollevato forti polemiche le dichiarazioni della presidente di Federfarma, Annarosa Racca, apparse sulle pagine di alcune testate (Farmacista33 e l'Unità). Racca, infatti, osservava come il disegno di legge Tomassini-Gasparri sul riordino del servizio farmaceutico “non fa altro che fare un piccolo passo avanti, adeguando la situazione italiana a quella degli altri Paesi europei, nei quali la vendita di medicinali da banco è consentita anche negli esercizi commerciali, senza farmacista”. E questo, secondo Racca, "comporterebbe una riduzione dei costi, un aumento della concorrenza e un sensibile calo dei prezzi di questi medicinali e una loro disponibilità anche in luoghi come le aree di servizio autostradali, dove oggi gli alti costi legati alla presenza obbligatoria del farmacista, non consentono la presenza di farmaci".
Un’affermazione “altamente lesiva e offensiva nei confronti di tutti i farmacisti italiani, che ovviamente non sono rappresentati dalla collega in questione”, replica una nota del Forum Nazionale Parafarmacie, che aggiunge: “Pur di difendere il monopolio del sistema farmaceutico e di contrastare in tutte le maniere il proseguo della liberalizzazione di tutti i farmaci di fascia C, Federfarma continua a diffondere comunicati e dichiarazioni che mirano all’attacco di chi sta cercando di scalfire il loro dominio nella distribuzione del farmaco in Italia. Federfarma non possiede nessuna valida motivazione che metta in discussione un sacrosanto diritto di farmacisti lavoranti in parafarmacie ovvero il diritto professionale alla vendita di tutti i farmaci a carico del cittadino”, conclude il Forum Nazionale Parafarmacie chiedendo alla Fofi di “intervenire immediatamente” sulla questione per ribadire “l’obbligo imprescindibile farmaco-farmacista”.
Parole “irresponsabili” per il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (Mnlf), e che vanno “contro la maggioranza degli italiani che, al contrario di Federfarma,  gradisce la presenza del farmacista per ricevere quel valore aggiunto all’acquisto che si chiama consiglio, professionalità e preparazione scientifica”. “Eppure – osserva il presidente Mnlf, Vincenzo Devito – proprio Annarosa Racca nel maggio del 2008, all’indomani dell’uscita del ddl Gasparri/Tomassini aveva espresso la propria contrarietà alla vendita di Sop e Otc senza la presenza del farmacista”. "Altro che concorrenza e riduzione dei costi – continua la nota Mnlf – il ddl Gasparri/Tomassini si propone di cancellare definitivamente le liberalizzazioni mettendo letteralmente sul “lastrico” le oltre 3000 parafarmacie aperte".
“Condanna” alla posizione di Racca arriva anche dalla Fiafant, per la quale “l’atteggiamento di Federfarma svilisce la figura del farmacista e si rischia di creare una situazione di rischio per i cittadini, incentivando l’autocura e l’auto prescrizione. Un'altra conseguenza sarebbe la riduzione ulteriore di possibilità occupazionali per i farmacisti non titolari, abbassando ulteriormente la capacità contrattuale di una categoria già sottopagata e fin troppo sfruttata”.
Ad invitare a spegnere le polemiche è arrivata, in serata, una nota della Federazione degli Ordini dei farmacisti (Fofi), secondo la quale "in un momento così delicato del dibattito sul riordino del servizio farmaceutico in 12a Commissione del Senato, che le polemiche che si sono accese in queste ore sul testo in discussione siano inutili se non addirittura dannose. Quando il dibattito sarà giunto a una fase più avanzata – assicura la Fofi – la Federazione entrerà a sua volta nel merito a salvaguardia della professione e dei suoi valori".

02 Maggio 2011

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