La farmacia italiana entra nel 2026 con un’identità ormai profondamente cambiata. Non più soltanto luogo di dispensazione del farmaco, ma presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale, front office sanitario sul territorio e snodo della sanità di prossimità. È questa la fotografia che emerge dalla decima edizione de “La farmacia italiana 2026”, il rapporto realizzato da Federfarma, che raccoglie dati su rete territoriale, servizi, andamento economico, occupazione, distribuzione del farmaco e percezione dei cittadini.
Nella presentazione del dossier, il presidente di Federfarma Marco Cossolo sottolinea come il 2026 rappresenti l’anno della stabilizzazione della Farmacia dei servizi. Un percorso che, spiega, ha trovato un passaggio decisivo nel rinnovo della Convenzione farmaceutica nazionale, siglata nel 2025 dopo 27 anni di attesa, e nella trasformazione dei finanziamenti per i servizi in fondi strutturali. “La sfida che abbiamo di fronte oggi non è più dimostrare cosa possiamo fare, ma rendere la farmacia dei servizi omogenea in tutto il Paese attraverso gli accordi integrativi regionali previsti dalla Convenzione”, afferma Cossolo.
Il rapporto ricorda che in Italia sono presenti 20.295 farmacie, con una densità di una farmacia ogni 2.904 abitanti, superiore alla media europea, pari a una ogni 3.213 abitanti. La rete conferma quindi una capillarità che Federfarma considera uno degli elementi centrali per garantire equità di accesso alle cure, soprattutto nelle aree interne, rurali e nei piccoli comuni.
Ogni giorno, secondo il dossier, entrano in farmacia circa 4 milioni di persone, mentre 800 mila cittadini si recano quotidianamente in farmacia per consulenze sulla salute. Ogni notte restano aperte sul territorio nazionale circa 1.800 farmacie, 300 nei capoluoghi di provincia e 1.500 sul territorio. Un ruolo di prossimità che si rafforza anche con il servizio di consegna a domicilio dei medicinali per persone sole o impossibilitate a recarsi in farmacia, attivabile tramite il numero verde nazionale gestito da Federfarma.
Il tema della prossimità emerge con forza anche guardando alle farmacie rurali. Sono oltre 7.200 quelle collocate in comuni o centri abitati con meno di 5 mila abitanti e servono più di 10 milioni di persone. Di queste, 4.400 sono rurali sussidiate, situate in località con meno di 3 mila abitanti, mentre circa 2 mila operano in centri con meno di 1.500 abitanti, assistendo quasi 2 milioni di cittadini, in larga parte anziani. Per Federfarma, questi presidi rappresentano uno strumento essenziale per rendere effettivo il diritto alla salute anche nei territori più fragili.
La trasformazione della farmacia emerge anche dai dati dell’VIII Rapporto annuale sulla farmacia realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma. Nel 2025 sono stati coinvolti 1.976 farmacisti e 1.034 cittadini, di cui il 54% affetto da patologie croniche. La relazione fiduciaria resta il principale criterio di scelta: l’81,7% dei cittadini dichiara di scegliere sempre la stessa farmacia, il 13,7% non esprime una preferenza stabile e il 4,6% orienta la scelta in base all’offerta di prodotti o servizi.
Sul fronte dei servizi, il rapporto evidenzia una maturità ormai raggiunta. Il 74,6% delle farmacie dispone di locali separati per l’erogazione delle prestazioni, il 12,8% utilizza spazi dedicati nello stesso ambiente e il 4,8% locali esterni. Gli esami e i point of care test sono erogati dal 78,9% delle farmacie. Lo screening del colon retto è attivo nel 76,8% dei presidi, mentre le attività legate ai fattori di rischio cronico e cardiovascolare si attestano rispettivamente al 45,2% e al 40,4%.
La telemedicina è uno degli ambiti più avanzati dell’offerta. L’ECG è disponibile nel 77,4% delle farmacie, l’holter cardiaco nel 73,4% e quello pressorio nel 72,4%. Nel 2025, attraverso il progetto HTN-Federfarma, sono state erogate 826.168 prestazioni in 8.729 farmacie: 518.380 ECG, 195.175 holter cardiaci e 112.613 holter pressori. A queste si aggiungono le prestazioni effettuate tramite altri provider, tra cui MeDEA, con 302.405 prestazioni, e Colpharma/M&M, con 33.609 prestazioni.
Anche le vaccinazioni confermano il nuovo ruolo della farmacia. Il 48,8% delle farmacie eroga l’antinfluenzale e il 34,3% l’anti-Covid, mentre le altre vaccinazioni restano ancora più limitate, all’8,9%, in attesa della piena applicazione delle misure previste dalla normativa sulle semplificazioni. Tra i cittadini, il 30% dichiara di essersi vaccinato in farmacia contro il Covid e il 16,9% contro l’influenza.
Il dossier dedica un focus anche alla ricerca Censis 2026, “La farmacia nella sanità di prossimità. La dispensazione del farmaco nel nuovo modello di assistenza territoriale”, condotta per Federfarma. Dall’indagine emerge che il 76% degli italiani non considera più la farmacia soltanto un luogo di distribuzione dei farmaci, ma un presidio sociosanitario integrato nel Ssn. Per l’85% è un punto di riferimento essenziale della sanità sul territorio e per il 97,2% rappresenta un servizio essenziale per le comunità. Inoltre, il 78,8% ritiene che la farmacia contribuisca a ridurre la pressione su medici e ospedali.
Molto positivo anche il giudizio sui servizi erogati. Il 94,4% degli italiani valuta favorevolmente il recapito a domicilio dei farmaci per persone fragili, il 94,1% la distribuzione di farmaci e presidi per patologie croniche precedentemente erogati da ospedali o Asl, il 92,7% la consulenza sull’uso corretto dei medicinali, il 91,5% la misurazione della pressione e il 90,5% le prenotazioni di analisi e visite. Per l’86,2% è positiva anche la telemedicina in farmacia.
La nuova Convenzione farmaceutica nazionale, sancita in Conferenza Stato-Regioni il 6 marzo 2025, rappresenta il quadro regolatorio di questa evoluzione. L’accordo, che sostituisce la precedente convenzione scaduta nel 1998, disciplina non solo la dispensazione dei farmaci a carico del Ssn, ma anche i criteri generali per l’erogazione dei servizi della Farmacia dei servizi. Gli Accordi integrativi regionali dovranno definire le modalità attuative per prenotazioni, vaccinazioni, analisi di prima e seconda istanza, test diagnostici, telemedicina, prestazioni di infermieri e fisioterapisti, screening, monitoraggio della terapia farmacologica e presa in carico dei cittadini.
Dal punto di vista economico, il fatturato complessivo delle farmacie nel 2025 si attesta a 27,865 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto al 2024, mentre le confezioni vendute, tra farmaci e mercato commerciale, sono 2,4 miliardi, in lieve calo dello 0,9%. I farmaci con ricetta rappresentano il 57,1% del fatturato, mentre farmaci senza ricetta e mercato commerciale pesano per il 42,9%.
Il rapporto evidenzia anche il peso occupazionale del settore. Gli addetti complessivi sono circa 101 mila, di cui 78 mila dipendenti e 60 mila farmacisti collaboratori. Le donne rappresentano l’80% dei dipendenti e il 56% dei farmacisti titolari o soci di società titolari di farmacia. Complessivamente, oltre il 65% delle farmacie è gestito in forma societaria, mentre il resto opera come ditta individuale.
Per Federfarma, il passaggio decisivo dei prossimi anni sarà la piena integrazione della farmacia nel modello territoriale previsto dal Pnrr e dal Dm 77, in collaborazione con medici di medicina generale, infermieri e altri professionisti sanitari. L’obiettivo è costruire una rete multidisciplinare capace di intercettare precocemente i bisogni di salute, monitorare la cronicità, favorire l’aderenza terapeutica e ridurre la pressione sugli ospedali.
“La farmacia c’è”, conclude Cossolo, “ed è pronta a garantire che nessun cittadino, ovunque risieda, si senta mai solo di fronte alle proprie esigenze di salute”.