Giornata contro violenza sugli operatori sanitari. Cimo-Fesmed: “Istituire punto di ascolto anonimo”

Giornata contro violenza sugli operatori sanitari. Cimo-Fesmed: “Istituire punto di ascolto anonimo”

Giornata contro violenza sugli operatori sanitari. Cimo-Fesmed: “Istituire punto di ascolto anonimo”
Denunciate 2.500 aggressioni l’anno, ma molte vittime scelgono il silenzio. Il sindacato alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari: “Nelle strutture siano obbligatori formazione e vigilanza”.

Sono 2.500 i casi di violenza, aggressione o minaccia che si verificano ogni anno in sanità. Più di 12mila quelli accertati dall’Inail tra il 2016 ed il 2020.
 
“Questi, tuttavia, – scrive in una nota La Cimo-Fesmed – sono i numeri ufficiali, che non possono includere i tanti, troppi, eventi non denunciati. Medici, professionisti e operatori sanitari, infatti, ormai ritengono le aggressioni verbali e le pressioni psicologiche parte del proprio lavoro; spesso hanno paura di ritorsioni da parte degli aggressori o preferiscono non puntare i riflettori sulle cause delle violenze quando sono legate a tempi e liste di attesa, che potrebbero “imbarazzare” le direzioni generali. Molti, allora, scelgono il silenzio, lavorando nella paura, che inevitabilmente influenza in senso negativo anche la relazione con i pazienti”.
 
Per il sindacato è “dunque impossibile quantificare le aggressioni in sanità, che vanno ben al di là dei Pronto soccorso distrutti o delle violenze fisiche che finiscono sui giornali. Un fenomeno tanto grave da spingere il Parlamento ad istituire la “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”, che da quest’anno ricorre ogni 12 marzo”.
 
“Per poter intervenire efficacemente, il fenomeno deve emergere con chiarezza – commenta Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED  -. Proporremo dunque all’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presso il Ministero della Salute, di cui fanno parte anche i rappresentanti dei sindacati che compongono la Federazione CIMO-FESMED, di istituire un punto di ascolto in cui denunciare le aggressioni anche in forma anonima. Riteniamo inoltre necessario che le aziende organizzino corsi di formazione obbligatori per tutti i dipendenti su eventi sentinella, prevenzione e gestione di episodi di conflitto. Infine, oltre a stipulare protocolli operativi con le forze di polizia, sarebbe opportuno installare nelle aree più a rischio, come i Pronto soccorso, dei sistemi di videosorveglianza con adeguati strumenti che garantiscano la privacy. Sono solo alcune proposte, ma dobbiamo a tutti i costi trovare il modo per proteggere i colleghi”.

11 Marzo 2022

© Riproduzione riservata

Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout
Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout

La fuga dei medici dal pronto soccorso non è un problema solo italiano. Anche il Canada deve fare i conti con un crescente abbandono della medicina d’urgenza, alimentato da burnout,...

Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi
Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi

Il mercato del lavoro premia le professioni sanitarie. A certificarlo è il XXVIII Rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che conferma un tasso di occupazione record pari all'87,9% a un...

Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”
Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) esprime “profonda contrarietà” nei confronti del provvedimento governativo che dispone il reintegro nel Servizio Sanitario Nazionale dei medici radiati durante la pandemia...

Case di Comunità. Aupi a ministeri e Regioni: “La riforma sarà completa solo con gli psicologi ambulatoriali”
Case di Comunità. Aupi a ministeri e Regioni: “La riforma sarà completa solo con gli psicologi ambulatoriali”

“Alle Case di Comunità sarà affidata la gestione delle patologie croniche, degli anziani con bisogni complessi, delle fragilità sociali, sanitarie e del sostegno ai caregiver. I cittadini vi accederanno con...