Infanzia e adolescenza. Cnop: “Grido d’aiuto dei giovani non può rimanere inascoltato”

Infanzia e adolescenza. Cnop: “Grido d’aiuto dei giovani non può rimanere inascoltato”

Infanzia e adolescenza. Cnop: “Grido d’aiuto dei giovani non può rimanere inascoltato”
Il presidente Lazzari: “Dobbiamo garantire la presenza di esperti e di competenze psicologiche accanto ai docenti, ai quali non si può chiedere di diventare tuttologi e di farsi carico da soli di queste esigenze. Sono temi che vanno affrontati una volta per tutte e tutti insieme, in maniera strutturale e non con interventi occasionali ed estemporanei dettati dall’emozione del momento legata a tragici fatti di cronaca”.

“Oggi ricorre la Giornata mondiale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite approvata il 20 novembre del 1989. Un anniversario importante che si incrocia purtroppo con evento tragico che ha straziato il cuore e l’animo di un intero Paese: la morte della giovane ragazza Giulia Cecchettin, ennesima vittima di una violenza contro le donne che non possiamo più accettare”. Lo afferma David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che aggiunge: “Da tempo risuonano numerosi campanelli d’allarme che ci esortano a intervenire tempestivamente per fornire il massimo sostegno psicologico alle nuove generazioni. Il grido d’aiuto lanciato dai nostri giovani non può più rimanere inascoltato. Dobbiamo assicurare ai ragazzi un terreno di crescita psicologica, di promozione della consapevolezza, lavorando sull’educazione all’affettività, alla relazione e al rispetto dell’altro”.

“L’Ordine nazionale degli psicologi – continua Lazzari – si sta adoperando per un approccio ispirato alla prevenzione e all’educazione alla salute della psiche con la presenza nelle scuole della figura dello psicologo come importante presidio per intercettare con rapidità il malessere tra le ragazze e i ragazzi. Dobbiamo garantire la presenza di esperti e di competenze psicologiche accanto ai docenti, ai quali non si può chiedere di diventare tuttologi e di farsi carico da soli di queste esigenze. Sono temi che vanno affrontati una volta per tutte e tutti insieme, in maniera strutturale e non con interventi occasionali ed estemporanei dettati dall’emozione del momento legata a tragici fatti di cronaca”. “Non possiamo più aspettare che accadano altre tragedie per occuparci del benessere e del futuro delle nuove generazioni. Non c’è più tempo da perdere. Le istituzioni ci ascoltino”, ha concluso.

20 Novembre 2023

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