Italia in ritardo su applicazione dell’Health Technology Assessment

Italia in ritardo su applicazione dell’Health Technology Assessment

Italia in ritardo su applicazione dell’Health Technology Assessment
L’Italia è in ritardo sulla diffusione dell’approccio di valutazione di Health Technology Assessment (HTA) che in altri Paesi è già in uso in modo organico, per esempio in Gran Bretagna dal 1999. L’Italia è partita in ritardo nell’applicazione dell’HTA, sia per i device (le apparecchiature mediche), sia per i farmaci. La denuncia arriva dagli esperti in organizzazione aziendale riuniti oggi a Roma per la V Conferenza Europea dell’Ospedale organizzata dal Centro Nazionale per l'Edilizia e la Tecnica Ospedaliera (CNETO) e dall’Università Cattolica di Roma.

“Anche se oggi siamo di fronte a un rapido sviluppo di questo approccio di valutazione costo/efficacia di ogni nuovo strumento o trattamento da introdurre nella cura dei pazienti, siamo ancora carenti sul fronte della creazione di competenze, formate ad hoc per l’utilizzo dell’HTA”, afferma Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica, secondo il quale oggi i report relativi all’utilizzo dell’approccio HTA da parte di agenzie pubbliche italiane “si contano sulle dita delle mani, non saranno più di dieci”.

In realtà alcune Regioni (come Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte) si stanno già muovendo. Tuttavia questo, ad etta degli esperti, non rappresenta il giusto approccio all’HTA. “L’esperienza internazionale –sottolinea Cicchetti – ci dice che questo tipo di approccio alla valutazione sia meglio utilizzato quando regolamentato a livello centrale, cioè da parte dello Stato”.

Per dare maggiore impulso all’utilizzo dell’HTA gli esperti sottolineano inoltre la necesità di instaurare un rapporto tra queste competenze e gli stakeholders, così come di prevede la partecipazione dei cittadini – ad esempio attraverso dei focus group –nel processo decisionale di valutazione HTA”.

 

06 Maggio 2010

© Riproduzione riservata

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami
Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Con un’accelerazione della trattativa, arriva nella serata di oggi la firma dell'ipotesi di accordo sul contratto che regolamenta il lavoro dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità. A...

Decreto lavoro. Sanità privata e Rsa: Domani presidio dei sindacati contro “l’emendamento della vergogna” in voto al Senato
Decreto lavoro. Sanità privata e Rsa: Domani presidio dei sindacati contro “l’emendamento della vergogna” in voto al Senato

Scatta la protesta dei sindacati contro quello che definiscono “l’emendamento della vergogna”. Domani, mercoledì 24 giugno, dalle ore 11, le delegazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp saranno...

Massofisioterapisti in piazza a Roma: “No allo smantellamento della professione, il Ministero apra un tavolo tecnico”
Massofisioterapisti in piazza a Roma: “No allo smantellamento della professione, il Ministero apra un tavolo tecnico”

Di fronte al totale e persistente silenzio istituzionale da parte del Ministero della salute, la categoria dei Massofisioterapisti rompe gli indugi e scende in piazza. Aimfo Associazione Italiana Massofisioterapisti, Fisioterapisti...

Il bonus bebè? Solo in farmacia comunale. Il Consiglio di Stato stronca la scelta del Comune: “Aiuto ingiustificato e concorrenza sleale”
Il bonus bebè? Solo in farmacia comunale. Il Consiglio di Stato stronca la scelta del Comune: “Aiuto ingiustificato e concorrenza sleale”

Un regalo di benvenuto ai nuovi nati, un gesto di attenzione verso le famiglie, un'idea di politica sociale. Sembrava tutto legittimo, nella delibera di una Giunta comunale che aveva istituito...